Oscar 2018: i candidati ai Migliori effetti speciali

Proseguiamo la carrellata su film e candidati in lizza nelle 24 categorie degli Oscar 2018, la cui cerimonia di premiazione è fissata per il prossimo 4 marzo.

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha riconosciuto per la prima volta i contributi tecnici degli effetti speciali ai film nel 1928, presentando una targa per “Best Engineering Effects” al primo premio Oscar per il miglior film, il dramma muto Wings, sulla prima guerra mondiale.

Il produttore David O. Selznick, all’epoca capo della produzione presso gli Studios RKO, presentò una petizione al “Board of Governors” dell’Academy per riconoscere il pionieristico lavoro dell’animatore Willis O’Brien nel King Kong del 1933.

Si è dovuto attendere fino al 1938 affinché un film venisse effettivamente riconosciuto per il suo lavoro negli effetti speciali, quando venne assegnato uno speciale Oscar al film Paramount Il falco del nord. L’anno seguente, “Migliori effetti speciali” divenne una categoria riconosciuta, anche se occasionalmente l’Academy ha scelto di onorare un singolo film a titolo definitivo senza stilare una lista di nomination per la categoria. Nel 1965 il nome della categoria è stato cambiato in “Migliori effetti visivi”.

Tra il 1972 e il 1977, non c’era un premio specifico per gli effetti visivi ed era consuetudine inglobare il riconoscimento all’interno di un premio non continuativo e per contributi eccezionali denominato “Premio Special Achievement” che venne utilizzato fino al 1990.

Ad oggi ci sono stati solo due film interamente animati nominati in questa categoria: Nightmare Before Christmas nel 1993 e Kubo e la spada magica nel 2016 entrambi lungometraggi realizzati con tecniche di stop-motion. Tra le vittorie nella categorie va segnalato Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988), film realizzato con un mix di live-action e animazione tradizionale.

Dal 2010 la categoria è composta da cinque candidati con non più di quattro persone che possono essere nominate per un singolo film.

Il record nella categoria per il maggior numero di nomination e vittorie è detenuto da Dennis Muren con 8 premi Oscar su 15 nomination. Muren ha lavorato con diversi registi di fama tra cui Steven Spielberg, James Cameron e George Lucas. Tra i crediti di Muren troviamo classici quali Star Wars (1977), E.T. l’extra-terrestre (1982), Indiana Jones e il tempio maledetto (1984), Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991) e Jurassic Park (1993).

 

Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist – “The War – Il pianeta delle scimmie”

Il sequel War – Il pianeta delle scimmie ha collezionato un’unica candidatura nella categoria Migliori effetti speciali.

Il film diretto da Matt Reeves e scritto da Mark Bomback e Reeves, è il terzo film della serie reboot ispirata alla saga Il pianeta delle scimmie. Il film segue un confronto tra le scimmie, guidate da Cesare, e gli umani per il controllo della Terra. Come il suo predecessore, Apes Revolution – Il pianeta delel scimmie, la sua premessa condivide molte somiglianze con il quinto film della serie originale, Anno 2670 – Ultimo atto, ma non è un remake diretto.

La fragile tregua tra umani e scimmie viene interrotta da una fazione ribelle di militari guidati dal sanguinario Colonnello. Dopo una battaglia che esige un enorme costo personale, Cesare, il leader delle scimmie, va in cerca di una vendetta che lo costringe a mettere in discussione il suo impegno per i suoi valori e scopi.

Il team candidato per gli effetti speciali di War – Il pianeta delle scimmie è composto Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist, quest’ultimo alla sua prima candidatura all’Oscar.

Joe Letteri è alla sua decima candidatura all’oscar con tre statuette vinte per Avatar, il King Kong di Peter Jackson e gli ultimi due capitoli della trilogia Il signore degli anelli (Le due torri, Il ritorno del re). Le altre nomination di Letteri includono: I Robot, L’alba del pianeta delle scimmie, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie. Letteri ha anche ricevuto uno speciale Oscar tecnico-scientifico (Technical Achievement) nel 2003 con Christophe Hery e Ken McGaugh per implementazioni rivoluzionarie di metodi pratici per il rendering della pelle e altri materiali traslucidi usando tecniche di dispersione subsuperficiale.

Daniel Barrett è alla sua terza nomination all’Oscar dopo quelle ricevute per L’alba del pianeta delle scimmie e Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie.

Dan Lemmon è alla sua quarta nomination all’oscar dopo quelle ricevute per L’alba del pianeta delle scimmie, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie e il live-action Disney Il libro della giungla.

Come con Apes Revolution, gli effetti visivi per War sono stati creati da Weta Digital; le scimmie sono state create con una miscela di animazioni con Key frame in motion-capture e CG, e cioè implementate in tecnologia motion-capture e animate in CG.

 

Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan e Chris Corbould – “Star Wars: Gli Ultimi Jedi”

Il sequel Star Wars: Gli ultimi Jedi di Rian Johnson ha collezionato un totale di 4 candidature agli Oscar 2018: Miglior sonoro, montaggio sonoro, colonna sonora ed effetti speciali

Il film è l’ottavo episodio della saga di Star Wars. La trama segue Rey mentre riceve l’addestramento Jedi da Luke Skywalker, nella speranza di cambiare le sorti della Resistenza nella lotta contro Kylo Ren, Snoke e il Primo Ordine.

Il team candidato per gli effetti speciali di Star Wars: Gli ultimi Jedi è composto da Ben Morris, Neal Scanlan, Chris Corbould e Mike Mulholland, quest’ultimo alla sua prima candidatura all’Oscar.

Ben Morris è alla sua seconda nomination all’Oscar dopo aver vinto una statuetta nel 2007 per il fantasy La bussola d’oro.

Neal Scanlan è alla sua terza nomination all’oscar dopo quelle ricevute per Babe – Maialino coraggioso e Star Wars: Il risveglio della Forza.

Chris Corbould è alla sua quarta nomination dopo quelle ricevute per Il cavaliere oscuro, Inception e Star Wars: Il risveglio della Forza.

Rian Johnson ha dichiarato in un’intervista che il pupazzo di Yoda usato in “Gli Ultimi Jedi” è stato realizzato ricorrendo agli archivi de “L’impero colpisce ancora”. E’ stato utilizzato lo stampo originale, poi sono stati coinvolti la donna che ha dipinto il burattino originale e Frank Oz per completare un burattino personalizzato di Yoda che riproponesse il modello de “L’impero colpisce ancora”.

 

John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover – “Blade Runner 2049”

Blade Runner 2049 diretto da Denis Villeneuve ha ricevuto un totale di 5 candidature agli Oscar 2018: miglior fotografia, miglior scenografia, migliori effetti speciali, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Il film è un sequel del film Blade Runner del 1982. Ambientato trent’anni dopo il primo film, Ryan Gosling interpreta K, un cacciatore di replicanti che scopre un segreto che minaccia di istigare una guerra tra umani e replicanti.

Il team candidato per gli effetti speciali di Blade Runner 2049 è composto da John Nelson, Richard R. Hoover e Gerd Nefzer e Paul Lambert entrambi alla loro prima candidatura all’Oscar.

John Nelson è alla sua quarta candidatura dopo quelle ricevute per Il gladiatore, I Robot e Iron Man.

Richard R. Hoover è alla sua terza candidatura all’Oscar, le prime due le ha ottenute per Armageddon e Superman Returns.

Una compagnia di effetti visivi ha lavorato per un intero anno sulla scena in cui Rachael (Sean Young) appare esattamente come ha fatto 35 anni prima in Blade Runner (1982). L’attrice Loren Peta ha recitato la scena, e il suo aspetto è stato modificato attraverso effetti visivi generati al computer per assomigliare alla Young. La voce di Rachael era fornita tramite doppiaggio. Il regista Denis Villeneuve ha volutamente limitato la quantità di inquadrature di Rachael e ha dato al team degli effetti visivi tutto il tempo per lavorare, al fine di evitare le critiche che hanno accompagnato la scelta di ricreare digitalmente Carrie Fisher e Peter Cushing in Rogue One: A Star Wars Story.

 

Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus – “Kong: Skull Island”

Il monster-movie Kong: Skull Island ha ricevuto una sola candidatura all’Oscar per i migliori effetti speciali.

Il film diretto da Jordan Vogt-Roberts e scritto da Dan Gilroy, Max Borenstein e Derek Connolly è un reboot del franchise di King Kong e funge da secondo film per “MonsterVerse” lanciato da Legendary. Ambientato nel 1973, il film segue una squadra di scienziati e un’unità dell’esercito statunitense recentemente ritirata dalla guerra del Vietnam che si reca in un’isola inesplorata nel Pacifico e incontra creature terrificanti e il possente Kong.

Il team candidato per gli effetti speciali di Kong: Skull Island è composto da Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus alla sua prima canddiatura all’Oscar.

Stephen Rosenbaum è alla sua terza nomination all’Oscar con sue statuette vinte per gli effetti speciali di Avatar e Forrest Gump.

Jeff White è alla sua seconda nomination all’oscar dopo aver ricevuto una precedente candidatura per il suo lavoro nel cinecomic Marvel The Avengers.

Scott Benza è alla sua terza nomination, le altre due le ha ricevute per il suo lavoro nel franchise Transformers in cui Benza ha curato gli effetti speciali del primo Transformers e di Transformers 3.

Le fonti d’ispirazione per la creazione dei mostri sono state il film d’animazione La Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki e la lucertola a due zampe del King Kong del 1933 che ha ispirato gli “Strisciateschi”.

 

Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick – “Guardiani della Galassia Vol. 2”

Guardiani della Galassia Vol. 2 ha ricevuto un’unica candidatura all’Oscar per i migliori effetti speciali.

Diretto da James Gunn, prodotto da Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, il film è il sequel di Guardiani della galassia del 2014 e quindicesimo film dell’universo Cinematografico Marvel (UCM).

I Guardiani, Peter Quill, Gamora, Drax, Rocket e Baby Groot, viaggiano per tutto il cosmo incappando in un conflitto tra dalla razza dei Sovereign e i loro nemici. Le cose diventano ancora più complicate quando il padre da tempo perduto di Quill tenta di convincere suo figlio ad unirsi a lui e abbandonare i suoi amici.

Il team candidato per gli effetti speciali Guardiani della Galassia Vol. 2 è composto da Christopher Townsend, Guy Williams, Dan Sudick e Jonathan Fawkner alla sua prima candidatura all’Oscar.

Christopher Townsend è alla sua seconda nomination all’Oscar dopo la candidatura ricevuta nel 2013 per Iron Man 3.

Guy Williams è alla sua terza candidatura all’Oscar dopo quelle ricevute per The Avengers e Iron Man 3.

Dan Sudick è alla sua ottava nomination all’Oscar dopo quelle ricevute per Master and Commander, La guerra dei mondi, Iron Man, The Avengers, Iron Man 2, Iron Man 3, Captain America: The Winter Soldier.

Gli effetti visivi del film sono stati creati da Framestore, Weta Digital, Trixter, Method Studios, Animal Logic, Scanline VFX, Lola VFX, Luma e Cantina Creative. La pre-visualizzazione è stata realizzata da The Third Floor. Framestore ha creato 620 inquadrature per il film, Weta Digital ne create 530, Method Studios più di 500 e Animal Logic ne ha create 147. Framestore ha ancora una volta creato Rocket e Groot con il supporto di Method Studios, Weta Digital e Trixter.

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