Oscar 2018: i candidati alla Migliore attrice protagonista

Domenica 4 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles si terrà la cerimonia di premiazione degli Oscar 2018. In Italia lo show e il red carpet saranno trasmessi nella notte tra il 4 e il 5 marzo, a partire dalle 22.50, da Sky Cinema Oscar HD e dalle 23.15 in chiaro su Tv8, subito dopo la messa in onda in prime time del film Mediterraneo.

In attesa di scoprire i vincitori dei novantesimi Academy Awards, occupiamoci del consueto approfondimento categoria per categoria, stavolta scopriamo film e candidate alla Migliore attrice protagonista.

La prima vincitrice della categoria “Migliore attrice” è stata Janet Gaynor che nel 1929 durante la cerimonia di debutto degli Oscar vinse il premio per i suoi ruoli in Settimo cielo, L’angelo della strada e Aurora.

Nei primi tre anni di assegnazione del premio, le attrici sono state nominate tra le migliori nelle loro categorie. A quel tempo, tutto il loro lavoro durante il periodo di qualificazione (in alcuni casi fino a tre film) era elencato dopo il premio. In seguito durante la terza cerimonia tenutasi nel 1930, solo uno di quei film veniva citato nel premio finale di ciascuna vincitrice, anche se ciascuna delle vincitrici per la recitazione aveva due film che seguivano il loro nome nelle schede.

L’anno seguente, questo sistema ingombrante e confuso è stato sostituito dall’attuale sistema in cui un’attrice viene nominata per una performance specifica in un singolo film. A partire dalla nona cerimonia del 1937, la categoria era ufficialmente limitata a cinque nomination all’anno. Solo un’attrice ha ricevuto una nomination postuma, Jeanne Eagels mentre sono 6 le donne che hanno ricevuto un Oscar Onorario per la recitazione: Greta Garbo, Barbara Stanwyck, Mary Pickford, Deborah Kerr, Gena Rowlands e Sophia Loren.

Fin dalla sua istituzione, il premio è stato assegnato a 75 attrici. Katharine Hepburn ha vinto il maggior numero di premi in questa categoria, con quattro premi Oscar su 12 nomination. Meryl Streep, che ha un totale di 21 nomination agli Oscar e tre vittorie, è stata nominata in questa categoria per 17 volte, ottenendo due premi. La vincitrice per la categoria della scorsa edizione è stata Emma Stone per il ruolo di Mia Dolan in La La Land.

 

Sally Hawkins – “La forma dell’acqua”

Il dramma dark-fantasy La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo del Toro ha collezionato un totale di 13 nomination agli Oscar 2018: miglior film, regista, attrice protagonista (Sally Hawkins), attore non protagonista (Richard Jenkins), attrice non protagonista (Octavia Spencer), sceneggiatura originale, fotografia, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, colonna sonora e costumi.

Ambientato a Baltimora nel 1962, la trama segue un inserviente muta che lavora in un laboratorio governativo di massima sicurezza dove stringe un legame romantico con una creatura anfibia umanoide, tenuta prigioniera e sottoposta a crudeli esperimenti.

Seconda nomination all’oscar per l’attrice inglese Sally Hawkins dopo quella ricevuta nel 2013 come Migliore attrice non protagonista per Blue Jasmine di Woody Allen.

In La forma dell’acqua la Hawkins interpreta Elisa Esposito, una inserviente muta  la cui solitaria esistenza viene trasformata quando scopre un incredibile progetto segreto nel laboratorio governativo in cui lavora.

Sally Cecilia Hawkins ha iniziato la sua carriera come attrice teatrale, apparendo in produzioni come Romeo e Giulietta (nel ruolo di Giulietta), Molto rumore per nulla e Sogno di una notte di mezza estate. Il suo debutto cinematografico è arrivato con il film All or Nothing di Mike Leigh nel 2002. Ha poi continuato a lavorare con Leigh, apparendo in un ruolo di supporto in Il segreto di Vera Drake (2004) e come protagonista in La felicità porta fortuna – Happy Go Luck (2004), ruolo quest’ultimo con cui ha vinto diversi premi tra cui il Golden Globe per la migliore attrice in una commedia o Musical e l’Orso d’argento per la migliore attrice al Festival di Berlino. I suoi ruoli più recenti l’hanno vista recitare nel biografico Maudie – Una vita a colori (2016) e nel sequel Paddington 2 (2017).

 

Frances McDormand – “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”

La dark-comedy Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha totalizzato 7 nomination agli Oscar 2018: Miglior film, attrice protagonista (Frances McDormand), attore non protagonista (Woody Harrelson), attore non protagonista (Sam Rockwell), sceneggiatura originale, montaggio e colonna sonora.

Il film racconta il tormento di una madre che affitta tre cartelloni poco fuori la cittadina in cui vive, per attirare l’attenzione sul brutale assassinio di sua figlia ancora irrisolto.

L’attrice americana Frances McDormand è alla sua quinta nomination all’Oscar con una statuetta vinta nel 1996 per Fargo dei Fratelli Coen, e altre tre candidature ricevute nel 1989 per Mississipi Burning – Le radici dell’odio (migliore attrice non protagonista), nel 2001 per Quasi famosi (migliore attrice non protagonista) e nel 2006 per North Country – Storia di Josey (migliore attrice non protagonista).

In Tre manifesti a Ebbing, Missouri Frances McDormand interpreta Mildred Hayes, una madre in lutto che escogita un metodo provocatorio per motivare la polizia a indagare sull’omicidio irrisolto di sua figlia.

Frances Louise McDormand, nata Cynthia Ann Smith e sposata con il cineasta Joel Coen dal 1984, ha recitato in numerosi film dei fratelli Coen, tra cui Blood Simple – Sangue facile (1984), Arizona Junior (1987), Fargo (1996), L’uomo che non c’era (2001), Burn After Reading (2008) e Ave Cesare! (2016). La McDormand ha fatto il suo debutto a Broadway in un revival del 1984 del dramma Awake and Sing!, e ha ricevuto una nomination per il Tony Award come miglior attrice in una commedia per la sua acclamata interpretazione di Stella Kowalski in un revival del 1988 di Un tram chiamato desiderio. È tornata a Broadway nel 2008 con un revival di The Country Girl, che le ha portato una nomination al Drama Desk Award come miglior attrice in un’opera teatrale. Nel 2011 ha vinto il Tony Award come miglior attrice in una commedia per aver interpretato una travagliata madre single in Good People. In televisione la McDormand ha interpretato il ruolo principale nella miniserie della HBO Olive Kitteridge (2014), che le è valso il Primetime Emmy Award come miglior attrice protagonista. Altri crediti cinematografici della McDormand includono ruoli in Laurel Canyon – Dritto in fondo al cuore (2002), This Must Be the Place di Paolo Sorrentino (2011), Transformers 3 (2011), Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore di Wes Anderson (2012) e Promised Land di Gus Van Sant (2012).

 

Margot Robbie – “Tonya”

Il biopic Tonya di Craig Gillespie ha collezionato un totale di tre candidature agli Oscar 2018: Migliore attrice protagonista (Margot Robbie), attrice non protagonista (Allison Janney) e montaggio.

La trama segue la vita della pattinatrice Tonya Harding e il suo coinvolgimento nelll’aggressione del 1994 ai danni della sua rivale Nancy Kerrigan. Il film è caratterizzato da interviste con i personaggi in stile mockumentary ambientate ai giorni nostri. Margot Robbie (che è anche produttrice) interpreta la Harding, Sebastian Stan interpreta il marito della Harding, Jeff Gillooly, e Allison Janney interpreta la madre della Harding, LaVona Fay Golden.

L’attrice australiana Margot Robbie è alla sua prima candidatura all’Oscar. Nel biopic Tonya la Hardy interpreta Tonya Harding, la pattinatrice artistica che è diventata famosa per la sua abilità atletica e poi famigerata per il suo coinvolgimento nell’aggressione ad una sua rivale olimpica.

Margot Elise Robbie, definita dalla rivista Time una delle 100 persone più influenti al mondo, è nata e cresciuta in una fattoria a Dalby, nel Queensland. Ha iniziato la sua carriera recitando in film indipendenti australiani alla fine degli anni 2000, prima di lavorare nella soap opera Neighbours (2008-2011) che l’ha lanciata in patria. Dopo il trasferimento negli Stati Uniti la Robbie ha recitato nella serie tv Pan Am, seguita da un ruolo di supporto nella commedia romantica About Time (2013), per poi recitare in una manciata di pellicole che l’hanno lanciata anche in quel di Hollywood: la black-comedy biografica The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese in cui ha recitato al fianco di Leonardo DiCaprio, il dramma romantico Focus (2015) come protagonista femminile al fianco di Will Smith, nei panni di Jane nel film d’avventura The Legend of Tarzan (2016) e nel film di supereroi Suicide Squad (2016) in cui ha vestito i panni della folle e sensuale “cattiva” dei fumetti Harley Quinn.

 

Saoirse Ronan – “Lady Bird”

L’acclamata commedia drammatica Lady Bird di Greta Gerwig ha totalizzato 5 nomination agli Oscar 2018: Miglior film, regia, attrice protagonista (Saoirse Ronan), attrice non protagonista (Laurie Metcalf) e migliore sceneggiatura originale.

Il film segue le vicissitudini di Christine “Lady Bird” McPherson (Saoirse Ronan), una studentessa di liceo selvaggia, profondamente supponente e determinata esattamente come sua madre (Laurie Metcalf), un’infermiera che lavora instancabilmente per mantenere a galla la sua famiglia dopo che il padre di Lady Bird (Tracy Letts) perde il lavoro.

L’attrice irlandese Saoirse Ronan è alla sua terza candidatura all’Oscar dopo quelle ricevute nel 2007 per Espiazione e nel 2016 per Brooklyn.

In Lady Bird, Saoirse Ronan interpreta Christine “Lady Bird” McPherson, una  studentessa di liceo che desidera fuggire dalla sua città natale e dal suo rapporto a volte tumultuoso con una madre testarda e indomita.

La 23enne Saoirse Una Ronan, che per il suo ruolo in Lady Bird ha già vinto un Golden Globe, nel 2016 è stata inserita nell’elenco “30 Under 30” di Forbes e nell’elenco dei Leader della prossima generazione stilato della rivista Time. La Ronan ha esordito come attrice nel 2003 nella serie tv drammatica The Clinic. Il 2007 è l’anno della svolta per l’attrice, con l’esordio sul grande schermo nella commedia romantica 2 Young 4 Me – Un fidanzato per mamma (2007), e il ruolo di un’adolescente precoce ritratta in Espiazione che a soli 13 anni gli vale una candidatura all’Oscar per la Migliore attrice non protagonista. Seguono ruoli di una ragazza assassinata in cerca di vendetta in Amabili resti (2009), un’adolescente addestrata ad uccidere in Hanna (2011), un vampiro in Bizantyum (2012) e una chef in Grand Budapest Hotel (2014). Nel 2015 la Ronan interpreta una nostalgica ragazza irlandese nella New York degli anni ’50 nel dramma romantico Brooklyn basato sull’omonimo romanzo di Colm Tóibín, ruolo che gli vale una seconda nomination all’Oscar per la Migliore attrice protagonista.

 

Meryl Streep – “The Post”

Il dramma The Post diretto e prodotto da Steven Spielberg e scritto da Liz Hannah e Josh Singer ha ricevuto due nomination agli Oscar 2018: Miglior film e Miglior attrice protagonista a Meryl Streep.

Il film è interpretato da Meryl Streep nei panni di Katharine Graham, primo editore donna di un importante quotidiano americano, e Tom Hanks nei panni del giornalista Ben Bradlee. Ambientato nei primi anni ’70, The Post descrive la vera storia dei tentativi dei giornalisti del Washington Post di pubblicare i famigerati “Pentagon Papers”, compromettenti documenti classificati del Pentagono relativi al coinvolgimento trentennale del governo degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam.

La veterana Meryl Streep colleziona la sua ventunesima nomination all’Oscar, l’attrice detiene il record per il maggior numero di nomination: 17 per la migliore attrice protagonista e 4 per la migliore attrice non protagonista. La prima candidatura all’Oscar la Streep l’ha ricevuta nel 1979 per Il cacciatore. Inoltre la Streep è l’interprete più nominata ai Golden Globes; 31 nomination per 9 vittorie. Nel 2012 l’attrice ha ricevuto l’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino mentre nel 2017 è stata insignita con il Golden Globe alla carriera (premio Cecil B. DeMille).

La Streep ha fatto il suo debutto sul palcoscenico in Trelawny of the Wells nel 1975. Nel 1976 ha ricevuto una nomination al Tony Award come miglior attrice protagonista in una commedia per 27 Wagons Full of Cotton di Tennessee Williams. Nel 1977 debutta nel film per la televisione Hockey violento (The Deadliest Season), per poi esordire lo stesso anno anche al cinema in Giulia di Fred Zinnemann. Nel 1978 vince un Emmy Award per il suo ruolo nella miniserie tv Olocausto e riceve la sua prima nomination agli Oscar per Il Cacciatore di Michael Cimino. La Streep vincerà l’Oscar l’anno dopo come migliore attrice non protagonista per Kramer contro Kramer (1979) dove interpreta la moglie di Dustin Hoffman.

Altri ruoli candidati all’Oscar della Streep includono La donna del tenente francese (1981), Silkwood (1983), La mia Africa (1985), Ironweed (1987), Un grido nella notte (1988), Cartoline dall’inferno (1990), I Ponti Madison County (1995), La voce dell’amore (1998), La musica del cuore (1999), Il ladro di orchidee (2002), Il diavolo veste Prada (2006), Il dubbio (2008), Julie & Julia (2009), I segreti di Osage County (2013), Into the Woods (2014) e Florence (2016). L’attrice nel 2001 è tornata sul palcoscenico per la prima volta dopo 20 anni nel revival Il gabbiano, e nel 2004 ha vinto un secondo Emmy Award e un Golden Globe per la miniserie della HBO Angels in America (2003).

 

 

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