Oscar 2018: i candidati alla Migliore regia

Con la categoria Migliore regia, siamo in dirittura d’arrivo per quanto riguarda il nostro approfondimento sugli Oscar 2018, con la cerimonia di premiazione prevista il 4 marzo con diretta dello show e del red carpet su Sky Cinema Oscar HD a partire dalle 22.50 e dalle 23.15 in chiaro su Tv8, subito dopo la messa in onda in prime time del film Mediterraneo.

La prima cerimonia degli Oscar si è tenuta nel 1929 e all’epoca la categoria Migliore regia era suddivisa nelle categorie “Drammatico” e “Commedia” con Frank Borzage e Lewis Milestone primi registi premiati rispettivamente per Settimo Cielo e Notte d’Arabia. L’anno successivo la suddivisione per generi venne eliminata e il premio unificato e assegnato ad un solo regista.

Pe le prime 11 edizioni degli Oscar, i registi potevano essere nominati per più film nello stesso anno. In seguito, dopo la nomina di Michael Curtiz per due film, Gli angeli con la faccia sporca e Quattro figlie, le regole vennero riviste in modo tale che un regista potesse ricevere una candidatura per un solo film. Questa regola è stata successivamente modificata, sebbene l’unico regista ad oggi che ha ricevuto più nomination nello stesso anno è stato Steven Soderbergh per Erin Brockovich e Traffic nel 2000, vincendo il premio per quest’ultimo.

Gli Oscar come miglior regista e miglior film sono stati strettamente collegati nel corso delle varie edizioni. Degli 89 film che sono stati premiati come miglior film, 63 sono stati anche premiati per il miglior regista. Fin dalla sua istituzione, il premio è stato assegnato a 69 registi. John Ford ha ricevuto il maggior numero di premi in questa categoria con quattro Oscar, mentre William Wyler detiene il recordo per il maggior numero di nomination (12). Martin Scorsese è attualmente il regista vivente con più nomination (8).  Due team di registi hanno condiviso il premio; Robert Wise e Jerome Robbins per West Side Story nel 1961 e Joel e Ethan Coen per Non è un paese per vecchi nel 2007. I Coen sono gli unici fratelli ad aver vinto il premio. Il vincitore della categoria più anziano è stato Clint Eastwood vincitore a 74 anni per Million Dollar Baby, mentre un John Singleton 24enne è stato il più giovane cineasta candidato per Boyz n the Hood – Strade violente (1991). Kathryn Bigelow è l’unica donna ad aver vinto il premio assegnatole nel 2009 per The Hurt Locker. Il regista vincitore della scorsa edizione è stato Damien Chazelle per l’acclamato musical La La Land. Chazelle è anche diventato il più giovane regista della storia a ricevere questo premio all’età di 32 anni.

 

Paul Thomas Anderson – “Il filo nascosto”

Il filo nascosto (Phantom Thread) scritto, diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson ha ricevuto un totale di 6 nomination all’Oscar: miglior film, regista, attore protagonista (Daniel Day-Lewis), attrice non protagonista (Lesley Manville), costumi e colonna sonora.

Il film è ambientato nel mondo della moda londinese negli anni ’50 e vede Daniel Day-Lewis nei panni di uno stilista che s’innamora di una giovane cameriera, interpretata da Vicky Krieps; la relazione della coppia oscilla tra affetto e distanza finché non imparano finalmente a vivere con le differenze dell’altro. Il film è l’ultima interpretazione di Day-Lewis che ha recentemente annunciato il suo ritiro dalle scene.

Ottava nomination all’Oscar per il regista americano Paul Thomas Anderson, dopo quelle ricevute in veste di sceneggiatore per Boogie Nights, Magnolia e Vizio di forma, e le tre ricevute per Il petroliere (miglior film, regia e sceneggiatura).

Paul Thomas Anderson si fa notare nel 1993 con il cortometraggio Cigarettes & Coffee realizzato con un budget di 20.000$, un lavoro che gli permette di siglare un accordo per dirigere il suo primo lungometraggio, il thriller neo-noir del 1996 intitolato Hard Eight. Il primo successo di critica e incassi arriva un anno dopo con Boogie Nights (1997), ambientato durante l’età d’oro del porno a cavallo degli anni ’70 e ’80. Il suo terzo lungometraggio, Magnolia (1999), si svolge nell’arco di un solo giorno nella San Fernando Valley, seguendo le vite interconnesse di diversi personaggi. Il film nonostante recensioni molto positive non avrà fortuna al box-office, stesso destino per il romance Ubriaco d’amore con protagonista un inedito Adam Sandler. Nel 2007 Anderson gira il dramma epico Il petroliere (2007) ambientato tra il 1898 e il il 1929 e incentrato sugli sforzi di un cercatore d’argento di capitalizzare il boom del petrolio nella California meridionale. Uscito dopo cinque anni di assenza, il film con protagonista Daniel Day-Lewis raccoglie ampi consensi dalla critica, ma non brilla per incassi andando però molto meglio dei precedenti film di Anderson. Il sesto film, il dramma The Master (2012) mette d’accordo la critica, ma non capitalizza al box-office. Il suo settimo film, la crime-comedy Vizio di forma, basato sul romanzo omonimo di Thomas Pynchon, stavolta divide la critica con un box-office sempre sotto le aspettative. Prima di girare Il filo nascosto, seconda collaborazione del regista con Daniel Day-Lewis, Anderson gira Junun, un documentario sulla realizzazione di un album omonimo registrato in India dal compositore israeliano Shye Ben Tzur, dal compositore inglese e chitarrista dei Radiohead Jonny Greenwood, dal complesso indiano Rajasthan Express e dal produttore dei Radiohead Nigel Godrich. Greenwood ha composto colonne sonore per diversi film di Anderson che a sua volta ha diretto alcuni video musicali dei Radiohead. I film di Anderson hanno ottenuto 25 nomination all’Oscar e due vittorie per cast e troupe. Il petroliere è stato nominato da diversi critici come il miglior film degli anni 2000 e successivamente è stato inserito, insieme a The Master e Vizio di forma, tra i 100 più grandi film del 21° secolo, classifica stilata dalla britannica BBC.

 

Guillermo del Toro – “La forma dell’acqua”

Il dramma dark-fantasy La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo del Toro ha collezionato un totale di 13 nomination agli Oscar 2018: miglior film, regista, attrice protagonista (Sally Hawkins), attore non protagonista (Richard Jenkins), attrice non protagonista (Octavia Spencer), sceneggiatura originale, fotografia, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, colonna sonora e costumi.

Ambientato a Baltimora nel 1962, la trama segue un inserviente muta che lavora in un laboratorio governativo di massima sicurezza dove stringe un legame romantico con una creatura anfibia umanoide, tenuta prigioniera e sottoposta a crudeli esperimenti.

Sono quattro le candidature all’Oscar per il regista messicano Guillermo del Toro che oltre alla sua prima candidatura alla miglior regia conquistata quest’anno, insieme a quella per il Miglior film, ha all’attivo una ulteriore candidatura ricevuta nel 2006 per la sceneggiatura originale de Il labirinto del fauno.

Guillermo del Toro Gómez nella sua carriera cinematografica ha alternato pellicole dark fantasy in lingua spagnola come La spina del diavolo (2001) e Il labirinto del fauno (2006) a film d’azione americani mainstream, come l’action con vampiri Blade II (2002), il cinecomic Hellboy (2004), il sequel Hellboy II: The Golden Army (2008) e l’action fanatscientifico Pacific Rim (2013). Acclamato dalla critica e e vincitore di un Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia,  La forma dell’acqua – The Shape of Water ha già regalato a Del Toro vittorie ai Golden Globes (Miglior regista e colonna sonora originale), ai BAFTA (Miglior regista, scenografia e colonna sonora), ai Critics ‘Choice Awards (Miglior film e regista) e ai Directors Guild of America Awards (Miglior regista). Oltre ai suoi lavori di regia, Del Toro è anche uno scrittore di romanzi horror e prolifico produttore, i suoi crediti di produzione includono il thriller The Orphanage, il dramma Biutiful (2010) i film d’animazione Kung Fu Panda 2 (2011) e Il gatto con gli stivali (2011), l’horror La madre (2013) e la serie tv The Strain. I lavori di Del Toro sono caratterizzati da suggestioni fantasy, fiabe e horror con una fascinazione per i mostri accomunabile a quella del regista Tim Burton. Del Toro è un “artigiano” del cinema come il collega Peter Jackson e nei suoi film ha una predilezione per gli effetti speciali pratici. Del Toro è anche un grande amico dei registi messicani Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu; i tre registi sono noti insieme come “I tre amigos del cinema”.

 

Greta Gerwig – “Lady Bird”

L’acclamata commedia drammatica Lady Bird di Greta Gerwig ha totalizzato 5 nomination agli Oscar 2018: Miglior film, regia, attrice protagonista (Saoirse Ronan), attrice non protagonista (Laurie Metcalf) e migliore sceneggiatura originale.

Il film segue le vicissitudini di Christine “Lady Bird” McPherson (Saoirse Ronan), una studentessa di liceo selvaggia, profondamente supponente e determinata esattamente come sua madre (Laurie Metcalf), un’infermiera che lavora instancabilmente per mantenere a galla la sua famiglia dopo che il padre di Lady Bird (Tracy Letts) perde il lavoro.

L’attrice e regista americana Greta Gerwig esordisce quest’anno agli Oscar con due nomination personali: Miglior regia e Miglior sceneggiatura originale.

La Gerwig è un volto noto del cinema indipendente degli anni 2000 che fa riferimento al cosiddetto movimento “Mumblecore”, caratterizzato da budget irrisori, attori non professionisti e dialoghi improvvisati. Prima di debuttare alla regia nel 2008 con Nights and Weekends, co-diretto con Joe Swanberg, la Gerwig ha recitato in diversi film di Noah Baumbach tra cui Lo stravagante mondo di Greenberg (2010), Frances Ha (2012) e Mistress America (2015). La Gerwig è anche apparsa recentemente nel biopic Jackie con protagonista Natalie Portman nei panni della First Lady Jacqueline Kennedy.

 

Christopher Nolan – “Dunkirk”

Il film di guerra Dunkirk scritto, diretto e prodotto da Christopher Nolan ha ricevuto un totale di 8 nomination agli Oscar 2018: miglior film, regista, fotografia, montaggio, scenografia, sonoro, montaggio sonoro e colonna sonora.

Il film è ambientato durante la seconda guerra mondiale e dopo l’invasione della Francia da parte della Germania nazista. La trama racconta della drammatica evacuazione di migliaia di soldati alleati ritiratisi sulle spiagge di Dunkerque e circondati dall’esercito tedesco.

Sono in tutto cinque le nomination all’Oscar per il regista britannico Christopher Nolan che in questa edizione ha bissato conquistando la sua prima candidatura come miglior regista insieme a quella per il miglior film (in veste di produttore). Le altre nomination Nolan le ha ricevute nel 2001 per Memento (migliore sceneggiatura) e nel 2010 per Inception (miglior film e sceneggiatura).

Christopher Edward Nolan è uno dei registi con i maggiori incassi nella storia del cinema e tra i cineasti più acclamati e influenti del 21° secolo. Dopo aver debuttato alla regia con il noir Following (1998), Nolan ha ottenuto una notevole attenzione per il suo secondo lungometraggio, Memento (2000), per il quale è stato nominato per numerosi riconoscimenti, tra cui una candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. I consensi raccolti dai suoi film indipendenti hanno dato a Nolan l’opportunità di realizzare il thriller ad alto budget Insomnia (2002) e il film drammatico The Prestige (2006). Il regista ha trovato ulteriore successo di pubblico e critica con la trilogia del Cavaliere Oscuro (2005-2012); Inception (2010), che ha ricevuto otto nomination all’Oscar, tra cui Miglior film e Miglior sceneggiatura originale; Interstellar (2014) e Dunkirk (2017), che gli è valso la sua prima nomination all’Oscar come miglior regista. I suoi dieci film hanno incassato oltre 4,7 miliardi di dollari in tutto il mondo e hanno ottenuto un totale di 34 nomination all’Oscar e sette vittorie. Nolan ha co-sceneggiato molti dei suoi film con suo fratello Jonathan e gestisce la società di produzione Syncopy Inc. con sua moglie, Emma Thomas.

 

Jordan Peele – “Scappa – Get Out”

L’acclamato thriller-horror Scappa – Get Out di Jordan Peele ha ricevuto 4 nomination agli Oscar 2018: Miglior film, attore protagonista (Daniel Kaluuya), regia e sceneggiatura originale.

Il film racconta di Chris, un uomo di colore che scopre un terrificante segreto quando si reca in visita fuori città per incontrare la famiglia della sua fidanzata bianca.

Scappa – Get Out segna l’esordio alla regia dell’attore comedy Jordan Peele che si accapparra ben tre nomination in questa edizione come regista, produttore e sceneggiatore. Peele diventa così la terza persona (dopo Warren Beatty e James L. Brooks) a ricevere tre nomination per un film d’esordio, e il primo filmmaker di colore a riceverle tutte per un’unico film.

Scappa – Get Out ha ottenuto il plauso della critica ed è stato un campione d’incassi a sorpresa del 2017 con 255 milioni di dollari incassati a fronte di un budget di soli 4 milioni e mezzo.

I crediti di Jordan Peele in veste di attore includono ruoli sul grande schermo nelle commedie Vi presento i nostri e Nudi e felici oltre ad un corposo curriculum televisivo, con ruoli in una ventina di serie tv tra le quali Workaholics, Key and Peele, Modern Family, Fargo e Big Mouth. Peele ha anche co-sceneggiato l’action-comedy Keanu del 2016 che lo ha visto anche co-protagonista al fianco di Keegan-Michael Key.

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