Oscar 2018: i candidati alla Migliore sceneggiatura non originale

Altro giro e altro approfondimento sulle 24 categorie degli Oscar 2018, che verranno consegnati il prossimo 4 Marzo durante la Notte degli Oscar presentata dal comico, attore e conduttore Jimmy Kimmel.

Andiamo ad occuparci del prestigoso Oscar per la Migliore sceneggiatura non originale,  uno dei più importanti premi cinematografici negli Stati Uniti. Viene assegnato ogni anno all’autore di una sceneggiatura adattata da un’altra fonte (di solito un romanzo, un’opera teatrale un racconto o una serie TV, ma a volte anche un altro film). Con questo standard tutte le sceneggiature di sequel sono automaticamente considerate adattamenti (dal momento che un sequel deve essere basato sulla storia originale).

La prima persona a vincere due volte in questa categoria è stato Joseph L. Mankiewicz, che ha vinto il premio per due anni consecutivi, 1949 e 1950. Tra gli altri a vincere due volte in questa categoria figurano: George Seaton, Robert Bolt (che ha vinto anche in anni successivi), Francis Ford Coppola, Mario Puzo, Alvin Sargent, Ruth Prawer Jhabvala, Alexander Payne e Michael Wilson.

Frances Marion è stata la prima donna a vincere in questa categoria nel 1930. Pierre Collings e Sheridan Gibney sono stati i primi a vincere per un adattamento del proprio lavoro (Emilio Zola / The Life of Emile Zola).

Philip G. Epstein e Julius J. Epstein sono stati i primi fratelli a vincere in questa categoria per Casablanca mentre Joel Coen e Ethan Coen sono stati i terzi a vincere per Non è un paese per vecchi.

Mario Puzo è uno dei due scrittori il cui lavoro è stato adattato e ha portato a due vittorie. Il romanzo di Puzo Il Padrino ha portato a vittorie nel 1972 e nel 1974. L’altro è l’autore Edward Morgan Forster, i cui romanzi Camera con vista e Casa Howard hanno portato a vittorie per Ruth Prawer Jhabvala.

Larry McMurtry è l’unica persona ad aver vinto per aver adattato il lavoro di qualcun altro (“Gente del Wyoming / Brokeback Mountain” di Annie Proulx), e il cui lavoro è stato adattato da qualcun altro portando ad una vittoria (“Voglia tenerezza”).

Emma Thompson è l’unica vincitrice della categoria ad aver vinto anche per la recitazione, mentre Peter Jackson e Fran Walsh sono l’unica coppia sposata ad aver vinto nella categoria per Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re.

Geoffrey S. Fletcher (per “Precious” basato sul romanzo ‘Push’ di Sapphire), John Ridley (per “12 anni schiavo”) e Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney (entrambi per “Moonlight”) sono gli unici afroamericani ad aver vinto in questa categoria.

Billy Wilder, Charles Brackett, Paddy Chayefsky, Francis Ford Coppola, Horton Foote, William Goldman, Robert Benton, Bo Goldman e i fratelli Coen hanno vinto degli Oscar sia per sceneggiature originali che adattate.

Tra i romanzieri e drammaturghi nominati in questa categoria figurano: George Bernard Shaw (che ha condiviso un premio per un adattamento della sua commedia teatrale “Pigmalione”), Graham Greene, Tennessee Williams, Vladimir Nabokov, Dashiell Hammett, Raymond Chandler, Irwin Shaw, David Mamet, Arthur Miller, John Irving e August Wilson.

 

Scott Frank, James Mangold e Michael Green – “Logan – The Wolverine”

Il cinecomic Logan – The Woverine di James Mangold ha ricevuto una sola nomination agli Oscar 2018 per la Migliore sceneggiatura non originale. Il film prodotto da Marvel Entertainment e distribuito da 20th Century Fox è la decima puntata della saga cinematografica degli X-Men, così come il terzo e ultimo film da solista di Wolverine dopo a X-Men le origini – Wolverine (2009) e Wolverine – L’immortale (2013).

Il film segue un anziano Wolverine e un Professor X molto malato che difendono una giovane mutante di nome Laura dai malvagi Reavers, guidati da Donald Pierce e al soldo della Alkali-Transigen di Zander Rice.

La sceneggiatura di Logan – The Wolverine è di Michael Green e Scott Frank, da una storia di James Mangold, basata a sua volta sul fumetto “Vecchio Logan” di Mark Millar e Steve McNiven.

Michael Green e James Mangold sono alla loro prima candidatura all’Oscar mentre Scott Frank ha già ricevuto una nomination nel 1998 per la sceneggiatura non originale di Out of Sight.

I crediti come sceneggiatore di Scott Frank includono script per Il mio piccolo genio, Minority Report, The Interpreter, Wolverine – L’immortale e La preda perfetta (anche regista).

I crediti come sceneggiatore di Michael Green includono script per Lanterna Verde, Alien: Covenant (storia), Blade Runner 2049 e il recente remake Assassinio sull’Orient Express.

I crediti come sceneggiatore del regista James Mangold includono Quando l’amore brucia, Kate & Leopold, Ragazze interrotte e Cop Land.

 

James Ivory – “Chiamami col tuo nome”

Il dramma Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino ha collezionato un totale di 4 nomination agli Oscar 2018: Miglior film, attore protagonista (Timothée Chalamet), sceneggiatura non originale e migliore canzone originale.

Il film scritto da James Ivory e basato sul romanzo “Chiamami col tuo nome” di André Aciman è il terzo e ultimo film della “trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015). Ambientato nel nord Italia nel 1983, il film racconta la storia d’amore tra Elio (Timothée Chalamet), un diciassettenne residente in Italia, e lo studente americano Oliver (Armie Hammer).

Il regista e sceneggiatore James Ivory è alla sua quarta nomination all’Oscar dopo quelle ricevute in veste di regista per Camera con vista, Casa Howard e Quel che resta del giorno.

I crediti come sceneggiatore di James Ivory includono script per Maurice, La figlia di un soldato non piange mai e Le divorce – Americane a Parigi, tutti film diretti dallo stesso Ivory.

 

Scott Neustadter e Michael H. Weber – “The Disaster Artist”

The Disaster Artist prodotto, diretto e interpretato da James Franco ha collezionato un’unica nominationi agli Oscar 2018 per la Migliore sceneggiatura non originale.

La sceneggiatura di The Disaster Artist è di Scott Neustadter e Michael H. Weber, basata sul romanzo autobiografico “The Disaster Artist: My Life Inside The Room, the Greatest Bad Movie Ever Made” scritto dall’attore Greg Sestero con il giornalista Tom Bissell.

Il film racconta la realizzazione di The Room di Tommy Wiseau nel 2003, considerato uno dei peggiori film mai realizzati.

Scott Neustadter e Michael H. Weber sono alla loro prima candidatura all’Oscar, i due sceneggiatori hanno scritto in coppia diversi film tra cui (500) Days of Summer, The Spectacular Now, Colpa delle stelle, Città di carta e creato la serie tv Amici di letto.

 

Dee Rees e Virgil Williams – “Mudbound”

Il dramma Mudbound diretto da Dee Rees ha ricevuto un totale di 4 nomination agli Oscar 2018: Migliore sceneggiatura non originale, fotografia, attrice non protagonista (Mary J. Blige) e canzone originale.

Il film ritrae due veterani della seconda guerra mondiale, uno bianco e uno di colore, che tornano a casa nel Mississippi rurale dove ognuno di loro affronterà a modo proprio il razzismo e il trauma della guerra.

La sceneggiatura di Mudboud basata sul romanzo “Fiori nel fango” di Hillary Jordan è stata scritta dalla regista Dee Rees con il produttore e autore televisivo Virgil Williams, entrambi alla loro prima candidatura all’Oscar

Virgil Williams ha scritto episodi per le serie tv 24, E.R. – Medici in prima linea, The Chicago Code e Criminal Minds.

La regista e sceneggiatrice Dee Rees ha diretto il film tv biografico Bessie (anche sceneggiatura), l’episodio pilota della serie tv Empire e l’episodio “Kill All Others” (anche sceneggiatura) della serie tv antologica Philip K. Dick’s Electric Dreams.

 

Aaron Sorkin – “Molly’s Game”

Il dramma biografico Molly’s Game scritto e diretto da Aaron Sorkin ha ricevuto un’unica candidatura agli Oscar 2018 per la Migliore sceneggiatura non originale.

Il film segna il debutto alla regia dello sceneggiatore Aaron Sorkin che ha adattato il libro di memorie “Molly’s Game: From Hollywood’s Elite to Wall Street’s Billionaire Boys Club, My High-Stakes Adventure in the World of Underground Poker” di Molly Bloom.

Il film segue la giovane sciatrice olimpica Molly Bloom (interpretata da Jessica Chastain) che diventa il bersaglio di un’indagine dell’FBI per un giro di poker clandestino, che la Bloom gestisce per celebrità di Hollywood, atleti, magnati d’affari e la mafia russa.

Lo sceneggiatore e drammaturgo Aaron Sorkin è alla sua terza nomination all’Oscar dopo quella ricevuta per L’arte di vincere (Moneyball) e una statuetta vinta per The Social Network.

Altri crediti di Aaron Sorkin includono sceneggiature per Codice d’onore, Il presidente – Una storia d’amore, La guerra di Charlie Wilson, Steve Jobs e diversi episodi della serie tv West Wing – Tutti gli uomini del Presidente.

 

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