PledgeMusic dichiara bancarotta: centinaia di musicisti non riceveranno i soldi del crowdfunding

PledgeMusic è una delle piattaforme più note per il crowdfunding musicale: in poche parole, è un sito che mette in contatto i musicisti con i loro fan, chiedendo un aiuto economico anticipato per registrare un disco, in cambio di bonus quali il disco stesso, ma anche merchandising, magliette, incontri con la band, pass per i concerti.
Il modello economico (che prevede, ovviamente, che una percentuale degli incassi sia destinata alla piattaforma) è attivo ormai da dieci anni, e tantissimi musicisti sono riusciti a pubblicare i loro lavori e campare nonostante la crisi del settore discografico. Alcuni artisti che hanno pubblicato campagne di finanziamento con PledgeMusic sono Steel Panther, Interpol, Devin Townsend, Apocalyptica, Bring Me The Horizon, Sum 41, e anche Slash (per la colonna sonora di un film).

Sembrava andare tutto bene, quando a sorpresa la piattaforma è stata prima accusata di rubare i soldi destinati agli artisti, e ora uno degli ex-fondatori annuncia che PledgeMusic sta per dichiarare bancarotta. I tentativi di vendere l’azienda sono falliti, e dopo varie richieste agli artisti “di avere pazienza” per i pagamenti, ora sembra che milioni di dollari donati dai fan non arriveranno mai nelle tasche dei musicisti.

Come questo colpisca i musicisti indipendenti lo si può leggere, ad esempio, nel post pubblicato dalle Lounge Kittens, trio inglese di cover a cappella che aveva raccolto 18,000 sterline per registrare il loro EP – non moltissimi soldi, ma per una produzione indipendente vuol comunque dire venir pagato per il proprio lavoro, e pubblicare qualcosa. Ecco una traduzione di alcuni passaggi:

Siamo rattristati ma non sorpresi dalla notizia che PledgeMusic si sta dirigendo verso la bancarotta. Recentemente il nostro contatto con Pledge è stato quasi inesistente: non c’è nessuno rimasto in ufficio per rispondere alle nostre domande.

PledgeMusic ci deve £ 15.000 dei £ 18.056 raccolti per la nostra ultima campagna. Grazie al nostro duro lavoro ed i vostri acquisti al banchetto del merch ai concerti siamo riusciti a saldare alcuni (ma non tutti) dei debiti che abbiamo accumulato nel registrare e realizzare l’EP, oltre ai costi di produzione e ai costi del tour. Ci vuole un villaggio per produrre e promuovere ciò che facciamo, e il nostro villaggio merita di essere pagato. Non sono grandi aziende in grado di prendere successi finanziari, sono creativi indipendenti come noi e ci sentiamo male a non essere in grado di pagarli per il loro lavoro.

Ci sentiamo feriti e arrabbiati che PledgeMusic ci abbia incoraggiati a pubblicare una campagna quando sapevano già che c’erano problemi a pagare gli artisti. Ci hanno mentito per settimane sui ritardi nei pagamenti iniziali e, ci hanno detto di chiedere ai nostri fan di mettere i loro soldi in un progetto, mentre già sapevano che i soldi sarebbero stati usati da loro per altri scopi. Per noi questo è un furto. Chiaro e semplice.

Con l’ammontare di denaro raccolto attraverso la nostra campagna PledgeMusic avremmo dovuto ripagare tutti i fan con i premi promessi dalla campagna, pagare le nostre tasse, pagare noi stessi (oh, che novità, essere pagati per il proprio lavoro), e lasciare abbastanza soldi in banca per coprire i nostri prossimi progetti come nuovi video e un tour. La verità è che ora stiamo rischiando di non essere in grado di fare nessuna di queste cose, visto che abbiamo dovuto indebitarci a livello personale per coprire i costi recenti. Non ci sono più soldi, ma non possiamo guadagnare soldi senza essere in viaggio e avere cose da vendere. Capite il nostro problema?”

Come sia possibile che una piattaforma come PledgeMusic sia fallita, al momento rimane un mistero. Raccoglieva i soldi donati dai fan, tratteneva una percentuale, ed il resto doveva darlo alle band. Esistono molti altri siti per il crowdfunding musicale, come il diretto concorrente MusicRaiser o il generico Kickstarter, ma d’ora in poi bisognerà purtroppo tenere gli occhi aperti anche su queste realtà.

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