Postponed 2020, la fanzine che racconta l’Italia dei festival punk nell’anno della pandemia

È fantastico scoprire che anche nel 2020 lo spirito “punk DIY” esiste ancora, ed è capace anche di manifestarsi in oggetti vintage come sono le fanzine cartacee. Eppure “Postponed 2020” non sarebbe potuto nascere in nessun altro anno della storia umana: il suo scopo di esistere è legato al casino successo nel mondo a causa della pandemia di Covid-19, un tornado che si è abbattuto sulla vita di tutti noi, e ovviamente anche sul mondo della musica live.
Amanda Milan e Valentina Piazzolla, le autrici di questo “numero unico”, hanno deciso di sfruttare l’Estate in cui il lockdown era allentato, per viaggiare attraverso una buona parte dell’Italia e intervistare di persona gli organizzatori di 7 festival punk locali (ma che ormai hanno assunto carattere nazionale, se non direttamente internazionale) come Punk Rock Raduno, Distruggi La Bassa, Venezia Hardcore, il tutto per raccontare la musica dal vivo nell’anno della pandemia. Postponed diventa anche il racconto di un viaggio delle due ragazze, documentato in poche righe sulla fanzine, ma con il collegamento alla pagina flickr di Amanda per vedere tutte le foto personali scattate nelle varie città.

Tornando al contenuto della fanzine, le interviste propongono più o meno le stesse domande a tutti gli organizzatori, e le risposte sono le più disparate, anche se sono accomunate dal senso di passione verso la musica (visto che, comunque, nessuno diventa ricco organizzando questi raduni, e spesso si punta solo al pareggio), e dalla commovente preoccupazione non tanto per il festival saltato, ma per le attività culturali che venivano proposte nei giorni di festival, e per le attività commerciali dei paesi in cui il festival si svolge e con le quali si erano intessuti ottimi rapporti. Si scopre così che accogliere centinaia di punk è una cosa ben vista dalla popolazione, da Bergamo al centro di Lucca, quando per tutto l’anno si lavora per creare un ambiente di collaborazione.
La lettura è appassionante, per chi segue tutto quel che ruota intorno alla musica, e oltre alle interviste ci sono anche dichiarazioni più brevi da molti altri festival Italiani, compreso il Bay Fest – quest’ultimo mette effettivamente nero su bianco anche la preoccupazione economica, visto che in un raduno che richiama Sum 41 e Bad Religion sono richiesti molti più soldi in anticipo rispetto a quelli richiesti come investimento iniziale per i Daltons, Lenders o Senzabenza.

Oltre al suo affascinante lato vintage, Postponed è anche moderno perché, comunque, lo si può acquistare anche semplicemente in digitale, pagando almeno 1 euro, ma soprattutto perché è a colori, è distribuito via web, e ha delle fotografie e un’impaginazione (a cura di Sofia Cookie) veramente fantastiche. Ecco, un vero applauso va alla grafica, corredata di ottime foto (a cura di Amanda), ma anche di tutte le malinconiche locandine dei festival 2020 saltati, con nomi che fanno rimpiangere di non aver potuto essere lì. Sarà per l’anno prossimo, magari. Magari con il seguito di questa fanzine, un viaggio nelle stesse tappe, per seguire lo svolgimento di tutti i festival?
Possiamo solo augurarcelo.
Io, nel frattempo, sto recensendo una fanzine nell’anno 2020, e mi sento a posto con il mondo.

NB: la versione cartacea la si può acquistare in preordine solo fino al 5 Dicembre sul sito di Punkadeka, e poi sarà disponibile solo in digitale. Io i 5 euro per la carta li ho messi, e nel frattempo ho ricevuto il pdf per la lettura in digitale. Non ho preso soldi da nessuno, non conosco nemmeno Amanda e Valentina, mentre sì, per Punkadeka ho scritto circa 20 anni fa, ma non credo che questo possa risultare in un conflitto di interessi. Sono solo rimasto entusiasta da questa idea, e ammetto che, a leggerla, avrei voluto fosse venuta proprio a me. Solo che, appunto, per Punkadeka ho scritto 20 anni fa… è molto meglio lasciarle fare ai giovani, certe cose, e sostenerli dalle retrovie, anche solo comprando a 1 euro il risultato del loro lavoro!

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