Punkadeka Festival: i punk potranno anche invecchiare, ma la musica no. Foto-report dal concerto al Carroponte

Venti anni, su internet, equivalgono circa a due secoli di vita normale. Cosa facevate voi vent’anni fa su internet, con il modem a 56.6k e la connessione pagata al minuto? C’era qualcuno che già all’epoca, anche in Italia, scriveva per delle webzine, la versione digitale delle fanzine, e c’era molta gente che le leggeva, quelle webzine. Ma così come le fanzine furono spazzate via dalle webzine, le webzine furono quasi sempre spazzate via da siti sempre più grandi, da “portali dell’informazione”, da gente che aveva dietro i soldi e redazioni.
Quante webzine attive venti anni fa sono attive ancora oggi? Io 21 anni fa iniziavo a scrivere per Musicb00m, ma di quel sito non esiste più nemmeno il ricordo, grazie ad una cancellazione completa dall’internet a causa di qualche scaramuccia monetaria con le persone sbagliate. 20 anni fa, però, scrissi anche qualche intervista e live report per Punkadeka, un sito tutto fatto a mano da un certo Deka, che iniziai a conoscere ai concerti punk della zona. Ecco. Quelle cose che ho scritto nel 1999 sono ancora online, nell’enorme archivio del sito.
Sì: Punkadeka è una delle poche (l’unica?) webzine resistite addirittura vent’anni, senza cambiare nello stile, senza essere assorbita e rivenduta, senza autoimplodere (queste son tutte cose successe ai siti dove io scrivevo…), e ora è giunta l’ora di festeggiare.

Il 30 Agosto si è quindi festeggiato in grande stile, radunando dei pezzi grossi della scena punk italiana al Carroponte di Sesto San Giovanni, tutti intervenuti per salutare chi li ha sostenuti fin dagli esordi o quasi. La festa è riuscita, si è respirata un’aria da “presi bene” e tutti i presenti son stati felici (tra l’altro era anche il mio compleanno, quindi vedere molte facce amiche mi ha reso ancora più felice!)

La realtà dei fatti, però, è che i Punkreas sono riusciti a compiere vari salti generazionali e rimanere sulla cresta dell’onda, e una gran fetta di pubblico è accorsa per loro, perdendosi delle esibizioni ottime – sarà anche “colpa” del giorno lavorativo scelto per il festival, o per la classica attrazione italiana solo per gli headliner.
Prima dei Punkreas ci sono stati ritorni emozionanti come quello degli Impossibili, ma anche la strana reunion/coverband/omaggio ai Crummy Stuff, o la sempre epica performance degli FFD. Ci sono stati i Watertower a elogiare i pompieri e infamare la polizia, The Cleopatras a rappresentare una fantastica “quota rosa” per il punk italiano, i Viboras forti di un EP che sta facendo molto parlare nella scena punk nostrana.
In realtà ok, queste band non se ne sono mai andate, continuano a suonare nei locali, hanno le loro date headliner, ma con il passare del tempo la scena punk si è un po’ sgonfiata (lo certifica Olly, dal palco: “Ormai siamo in quindici ad ascoltare queste musica, e siete tutti qui”), l’età anagrafica di chi suona si è associata a questioni come figli, famiglia, salute, ed è semplicemente bello vederli tutti riuniti insieme in un festival, soprattutto se è un festival genuino come quello messo in piedi da Punkadeka.

Scendere nei dettagli delle singole esibizioni è poco utile: erano tutti lì per suonare del punkrock, e la missione è stata compiuta – chi c’era se l’è goduta, chi non c’era potrà solo rosicare.
Ci sono state ben due versione della cover di “Rock’n’Roll Robot” di Alberto Camerini. I Punkreas hanno suonato La Canzone Del Bosco con Paolo Gerson alla chitarra. Sul finale del concerto degli FFD c’è stata la “reunion” con il loro batterista Fulvio “Devil” Pinto, che per suonare l’ultimo pezzo ha rischiato la vita (i dettagli medici sui suoi battiti cardiaci saranno rilasciati direttamente da lui, su richiesta!). “Never Trust A Punk” dei Crummy Stuff viene indicata come precursore dei Rockin’ 1000, visto che per il video, all’epoca, si riunì tutta la scena milanese.
Ma il pensiero principale, mentre lasciavo l’area concerti, è andato a “Per Non Dimenticare” degli FFD, al testo che chiede di non dimenticare la storia per evitare gli stessi errori politici, e che incita al restare uniti: “Se resteremo uniti / non ci potran fermare / non Smetter di lottare!”. L’ho ascoltata con piacere oggi, come la ascoltavo quasi venti anni fa, ma mi chiedo in quale momento, e come mai, sia andato tutto a rotoli, e come mai queste canzoni di lotta (comprese quelle dei Punkreas) siano attuali oggi come nel 1999. Si sperava in un mondo migliore in cui questi brani sarebbero diventati obsoleti, e invece i punk sono invecchiati, ma la musica e i testi sono rimasti freschi. Non sarebbe stato meglio il contrario?

Forse un festival punk di questo livello lo rivedremo fra altri vent’anni – magari con la reunion dei Paolino Paperino Band…

Punkadeka Festival: le foto dei concerti

The Cleopatras al Punkadeka Festival

Watertower al Punkadeka Festival

FFD al Punkadeka Festival

Crummy World al Punkadeka Festival

Gli Impossibili al Punkadeka Festival

Punkreas al Punkadeka Festival

Punkadeka Festival: qualche video dei concerti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*