Puoi baciare lo Sposo, una commedia per abbattere pregiudizi e stereotipi sulle unioni civili

Sei anni dopo il sottovalutato Come non Detto, anche in quel caso trainato da una Monica Guerritore versione ‘mamma’, il cinema italiano torna ad incrociare l’amore LGBT con Puoi baciare lo Sposo di Alessandro Genovesi, regista di Soap Opera e Ma che bella sorpresa. Liberamente ispirato alla commedia teatrale ‘My Big Gay Italian Wedding‘ di Anthony J. Wilkinson, celebre musical di Broadway, il titolo Medusa guarda finalmente a quelle unioni civili diventate legge quasi due anni or sono, affrontando stereotipi e pregiudizi legati all’omosessualità con gradevole ironia.

Protagonisti due ragazzi follemente innamorati, Antonio e Paolo, conviventi a Berlino ma pronti a tornare in Italia per annunciare alle rispettive famiglie il lieto evento. Prima tappa, fondamentale, la splendida ma morente Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio, ovvero la madre Anna (Monica Guerritore) e il padre Roberto (Diego Abatantuono), Sindaco apparentemente progressista che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica. Peccato che dinanzi al coming out del figlio vacilli spaventosamente, dichiarando senza mezzi termini che quel matrimonio, a suo avviso, non si può proprio fare. A dichiarargli guerra la moglie Anna, che accetta subito l’intenzione del figlio di unirsi civilmente a Paolo a patto che anche la futura suocera partecipi all’evento, se non fosse che la donna abbia rotto ogni rapporto con lui proprio a causa della sua omosessualità. Tutto il paese, nel frattempo, viene invitato alla prima storica unione civile, organizzata da Enzo Miccio, wedding planner Real Time, e officiata dal parroco francescano Don Francesco (Antonio Catania), pronto a sfidare il Vaticano con un ‘matrimonio gay’ in una chiesa sconsacrata.

Si sorride con gusto, senza mai cedere alla facile e offensiva volgarità o ai soliti insopportabili luoghi comuni sui gay, in Puoi baciare lo Sposo di Genovesi, non a caso andato incontro ad una consulenza sui temi e sul linguaggio LGBT targata Diversity di Francesca Vecchioni, associazione nata nel 2013 e da allora impegnata a sradicare dalla società italiana i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti degli omosessuali. La ‘normalizzazione’ di un amore tra persone dello stesso sesso ha da tempo abbondantemente abbracciato la società, il quotidiano, eppure il cinema italiano ha raramente saputo riderci sopra, senza scivolare nell’improbabile, nella macchietta, nell’irrispettoso. Sin dai primi minuti, in cui Genovesi monta con sapienza mesi d’amore tra i due protagonisti Cristiano Caccamo e Salvatore Esposito attraverso il punto di vista di quest’ultimo, Puoi baciare lo sposo ostenta una qualità registica e di scrittura piacevolmente superiore alla media della commedia nazionale.

Nevrotico il primo, pacato e più alla mano il secondo, Caccamo e un inedito Esposito, lontano parente del temibile Ciro di Gomorra ed eccellente nel lavorare di sottrazione, riescono a rendere credibile un’alchimia che li vede affrontare genitori omofobi, ex psicopatiche e deliranti amici, interpretati dalla brava Diana Del Bufalo e dal travolgente Dino Abbrescia, riuscito con un colpi di spunga a cancellare l’indecente Non c’è 2 senza te, del 2015. Il suo Donato, autista Cotral con passione per il travestitismo, è chiaramente il lato comico del film, con evidente omaggio a Il Vizietto e a quell’Albin costretto a fingersi ‘madre’ per amore di un figlio.

A dover affrontare quella malattia chiamata ‘omofobia’ un combattuto Diego Abatantuono, progressista solo a parole messo alle strette da un sergente di ferro chiamato Monica Guerritore, mamma tutta d’un pezzo a cui nessuno può negare un ‘signor sì signora’. ‘Chi siamo noi per poter giudicare‘, ricorda Don Catania di fronte ad un amore che non può e non deve conoscere orientamento sessuale, sposando un sogno matrimoniale che minuto dopo minuto rischia di tramutarsi in un inferno a cielo aperto.

Esageratamente sbrigativo nello sbrogliare la matassa, con ravvedimento lampo figlio di una tutt’altra che velata minaccia, e di fatto completamente assente nell’approfondire il lato familiare dell’altro ‘sposo’ (Esposito), il film di Genovese ha il merito di presentarsi ad un pubblico mainstream senza provare timore alcuno nel raccontare una realtà che esiste, è tra noi, non distrugge famiglie ‘tradizionali’, genera terremoti, eruzioni vulcaniche o maremoti, rappresentandola nella sua ordinarietà. Purtroppo ancora segnata da pregiudizi, immotivato odio, inspiegabili timori e discriminazioni, al cinema combattuti attraverso la forza di un sorriso.

Puoi baciare lo Sposo (Italia, commedia, 2018) di Alessandro Genovesi; con Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Dino Abbrescia, Diana Del Bufalo, Beatrice Arnera, Rosaria D’Urso, Antonio Catania, Vito Facciolla – uscita in sala: 1° marzo

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Giornalista pubblicista, cinefilo da sempre, per 12 anni tra i redattori di Cineblog.it e da quasi 3 lustri presenza fissa sul web. Ora tra i redattori di Altro Spettacolo.

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