Revelations – Gli Iron Maiden dalle origini a Seventh Son: la recensione del libro

Torna il “metodo-Popoff” (ovvero, la ricerca di interviste storiche utilizzate come base per spiegare come nascono dei dischi), e questa volta si applica alla “più grande metal band di sempre”, gli Iron Maiden.
Attraverso le parole di tutti i coinvolti, seguiremo la lascita della NWOBHM e il consolidamento degli Iron Maiden all’interno della scena, mentre con naturalezza scavalcavano miti consolidati come Judas Priest o band loro contemporanee.

Martin Popoff
REVELATIONS
Gli Iron Maiden dalle origini a Seventh Son
Traduzione di Stefania Renzetti, per Tsunami Edizioni
288 pagine + 16 a colori
Prezzo: €22.00

Revelations, la recensione del libro di Tsunami Edizioni

La narrazione di Popoff, giornalista dall’enorme archivio metal e dalla comprovata presenza “sulla scena”, è sempre accattivante, pronta a seguire anche i più minimi indizi che potrebbero spiegare alcune scelte prese dalla band. In questo caso, viene analizzata la nascita dei primi sette dischi degli Iron Maiden (“dalle origini a Seventh Son”, appunto), passando anche dal clamoroso “Live After Death”, descritto da molti come “un oggetto sacro del quale si conoscono tutti i dettagli scritti all’interno, compresa la lunghezza dei cavi utilizzati in tour”.
Prima di arrivare al debut-album, però, vengono delineate (in 60 pagine!) le condizioni che portarono alla nascita della new Wave Of British Heavy Metal: chi la battezzò così, come si sviluppò, quali erano i personaggi e i locali attorno alla quale ruotava. E, come personaggi sullo sfondo, emergono gli Iron Maiden, che cambiano formazione 12 volte (principalmente per un walzer di chitarristi) prima di entrare in studio.
Popoff ritrova le parole di Steve Harris, dei chitarristi licenziati prima di assaggiare la fama, e poi del manager della vista lunga, Rod Smallwood, e del grafico storico, Derek Riggs, e quando non trova fra riviste o autobiografie le parole necessarie a spiegare qualche passaggio, ha i contatti giusti per porre direttamente le domande. Il libro è tutto così, ricco di lunghe citazioni e spiegazioni, anche contraddittorie: Killers ad esempio viene descritto dal Dave Murray odierno come un album troppo grezzo, mentre invece Di’Anno lo reputava un album troppo pulito e patinato, uno dei motivi fondamentali che lo portarono a distanziarsi dal gruppo. Oltre ad un commento track-by-track di ogni disco, viene spiegata la genesi di ogni canzone, e (cosa interessantissima) vengono analizzate tutte le copertine e lo sviluppo di Eddie, direttamente dalla voce del suo creatore Derek Riggs.
Il libro si concentra molto sulla verità storica, quella impressa e diffusa dai membri stessi della band, lasciando completamente sullo sfondo qualsiasi problema personale (leggasi: alcool, droga, donne) – su queste pagine si trova la musica, non il gossip, ed l’appassionato medio dei Maiden apprezzerà la riservatezza inglese su queste vicende. L’arrivo di Bruce Dickinson è trattato con la giusta delicatezza, visto che poi andò tutto talmente bene che la storia, si sa, fu scritta dai vincitori.
Accanto alla genesi dei dischi, vengono seguiti i tour (e le scenografie) e, con un tocco di malinconia, viene segnalato anche lo sviluppo della carriera di Di’Anno e, a volte, degli ex-membri della band.

Il consiglio per la lettura è quello di affrontare un capitolo al giorno (in media sono 30 pagine), e poi godersi di sera il disco relativo, apprezzandone l’artwork e riscoprendo alcuni passaggi musicali magari dimenticati, i “pezzi minori” che però avevano un senso d’esistere, almeno all’epoca.

Revelations – la presentazione del libro sugli Iron Maiden

In REVELATIONS Martin Popoff racconta la parabola della più grande band heavy metal di tutti i tempi, dagli esordi sino al loro album più ambizioso degli anni ’80 passando per i primi cambi di formazione, i Soundhouse Tapes, la nascita di Eddie, l’arrivo di Bruce Dickinson e tutti i dischi che hanno fatto epoca e ancora oggi influenzano e appassionano intere generazioni di metallari e non.

Gli IRON MAIDEN sono il più grande gruppo metal di sempre. Anche chi è completamente a digiuno di musica hard’n’heavy ha sentito parlare di loro, in un modo o nell’altro. Forse non li ha mai ascoltati, ma di sicuro ha presente la mascotte Eddie che appare sulle copertine di ogni loro album.

E i dischi sono proprio ciò che ha fatto entrare la band inglese nella leggenda. Sin dagli esordi, il gruppo capitanato dal caparbio bassista Steve Harris si è imposto sulle scene grazie a una qualità musicale eccellente, show dal vivo al fulmicotone e una notevole attenzione per i testi e l’estetica. I loro album degli anni Ottanta hanno contribuito a plasmare e tenere vivo un genere diventando tutti dei classici, nessuno escluso.

In REVELATIONS, Martin Popoff ce li racconta nel suo stile inconfondibile, soffermandosi su ogni brano e raccontando segreti e retroscena di musiche, testi, registrazioni, artwork e concerti. Iron Maiden, Killers, The Number of the Beast, Piece of Mind, Powerslave, Live After Death, Somewhere in Time e Seventh Son of a Seventh Son sono sviscerati nel dettaglio, in uno sguardo che è al tempo stesso un’analisi e una celebrazione dell’epoca d’oro di questi giganti dell’heavy metal capaci ancora oggi di infuocare ogni palcoscenico.

Martin Popoff: breve biografia dell’autore del libro

Martin Popoff è stato definito “il giornalista heavy metal più famoso del mondo”. Si dica abbia scritto più recensioni di chiunque altro nella storia del giornalismo musicale di tutti i generi, e inoltre è l’autore di circa cinquanta libri dedicati a hard rock, heavy metal, classic rock e collezionismo di dischi. Per quattordici anni è stato il caporedattore dell’ormai defunta Brave Words & Bloody Knuckles, la principale pubblicazione metal del Canada, e ha anche scritto per Revolver, Guitar World, Goldmine, Record Collector e molte altre testate. Attualmente vive a Toronto. Per Tsunami Edizioni sono stati pubblicati Scorpions – Uragano Tedesco, Whitesnake – Il Viaggio del Serpente Bianco e Black Sabbath: Sabotage!

Revelations: la copertina del libro

La copertina dell’edizione italiana del libro è stata creata da Luca Martinotti / SoloMacello.

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