Rhapsody Reunion a Milano: foto e commenti dal concerto all’Alcatraz, 20 Febbraio 2018

Ecco cosa succede quando vuoi “viziare” un po’ i fan Italiani – in particolare i milanesi. Dopo una data singola lo scorso Giugno, quando la Rhapsody Reunion era ancora cosa fresca e misteriosa (e, confermato da tutti dopo il concerto, fighissima), ora il gruppo che vede insieme Fabio Lione e Luca Turilli (ma anche Dominique Leurquin,Patrice Guers e Alex Holzwarth) riprende il “Farewell Tour” con quattro show nella madre patria. Bologna, Treviso, Roma offrono club strapieni. A Milano, si è passati dal Palco A dell’Alcatraz a Giugno, al Palco B. Locale piuttosto pieno, per carità, ma con capienza dimezzata rispetto a 8 mesi fa.
E dire che, a conti fatti, dal palco è più volte ribadito che quasi sicuramente questa sarà l’ultima data italiana mai suonata con questa formazione. Fabio Lione è particolarmente serio, questa sera, forse malinconico, fra dediche a Christopher Lee e, appunto, annunci di prossimi addii alle scene per questa reunion.
Bando alle tristezze, però: chi non c’era, non sa cosa si è perso. Chi c’era, si è goduto un muscolare concerto di cinematic symphonic power metal. La setlist, ad esempio, ora pesca dai primi quattro dischi dei Rhapsody, anzichè concentrarsi solo su “Symphony Of Enchanted Lands”, e c’è quindi ancora più spazio per mega-singoli e viaggi nella memoria. Emeral Sword prima apriva il concerto, ora lo chiude, lanciando tutti nella missione di cercare questa spada per il re, per le montagne e per le vallate verdi dove volano i draghi. Non c’è di meglio, per avventurarsi poi nel freddo milanese.
C’è spazio anche per un paio di sorprese: una cover di Bocelli, ed un duetto con Nicoletta Rosellini dei Kalidia, che dona ulteriore profondità a Symphony Of Enchanted Lands. Rimane misteriosa la scelta di non avere tastieristi in tour – le parti di Staropoli sono sempre fondamentali nella musica della band, e dal vivo sono proposte come base registrata. Toglie un minimo punto di veracità, ma pazienza. Dateci un Lamento Eroico e saremo contenti.

Prima dei Rhapsody, si sono esibiti gli Scarlet Aura (dei quali ho potuto ascoltare solo una canzone, e ammirare la cantante in reggiseno – entrambi poca cosa, a conti fatti) e gli epici Beast In Black, che a inizio concerto compiono uno degli atti più amorevolmente paraculi mai visti: come intro, mentre salgono sul palco, utilizzano “Night Crawler” dei Judas Priest, che nel ritornello mette in guardia da una (attenzione!) “Beast In Black”. Insomma, i Judas hanno scritto questo brano per loro, giusto?
Con una dichiarazione di intenti a questi livelli, lo show non poteva deludere: fortunatamente il gruppo finlandese è assolutamente all’altezza, e guadagna ulteriori punti bonus grazie ad un cantante che sa parlare abbastanza bene l’Italiano e che ringrazia di cuore. La musica è un power metal sfacciato, creato a base di cori immediatamente assimilabili e pronti ad essere cantati da chiunque: la prova si ha, ad esempio, con “Blood of a Lion”, che da metà canzone in poi viene cantata ad altissimo volume da alcuni ragazzi della prima fila – ragazzi che prima evidentemente non l’avevano mai ascoltata. Non so in quanti conoscessero i Beast in Black prima del loro set, ma sicuramente alla fine dei trenta minuti, si sono conquistati parecchi nuovi fan.

Ora, prima di lasciarvi alle foto del concerto, devo condividere con voi una descrizione di Luca Turilli scritta da Roberto Bargone nella recensione del concerto di Bologna pubblicata da Metal Skunk.
L’ho letta prima di andare al concerto di Milano, mi ha aperto la mente e mi ha largamente influenzato. Attenzione: potrebbe cambiare anche il vostro modo di vedere il chitarrista dal vivo, d’ora in poi.

Luca Turilli è sempre quello più fomentato, sempre quello più allegro, sempre quello a cui sembra che quelle canzoni piacciano di più; e non intendo della band, intendo proprio di tutto il locale. I pezzi in scaletta vengono tutti dai primi quattro dischi, quindi il più recente è dal 2002: ecco, lui porta in giro ‘sti pezzi da almeno sedici anni e sembra che li stia suonando per la prima volta; di più: sembra che siano pezzi scritti appositamente per lui dal suo gruppo preferito che lui sta coverizzando per la prima volta, realizzando il sogno di una vita. Roberto Bargone

Ho passato la serata a guardare Turilli e, sì, confermo tutto. Compreso il genio di Bargone.

Rhapsody Reunion: le foto del concerto a Milano

Beast In Black: le foto del concerto a Milano

Rhapsody Reunion 20th Anniversary Farewell Tour: la setlist di Milano

Dawn of Victory
Wisdom of the Kings
The Village of Dwarves
Power of the Dragonflame
Beyond the Gates of Infinity
Knightrider of Doom
Wings of Destiny
Riding the Winds of Eternity
Symphony of Enchanted Lands
-Drum Solo-
Land of Immortals
The Wizard’s Last Rhymes
-Bass Solo-
Con te partirò (Andrea Bocelli cover)
Holy Thunderforce
—–
Rain of a Thousand Flames
Lamento Eroico
Emerald Sword

Beast in Black: la setlist di Milano

Beast in Black
Eternal Fire
Blood of a Lion
The Fifth Angel
Born Again
Crazy, Mad, Insane
Blind and Frozen
End of the World

Rhapsody Reunion a Milano: il concerto in diretta sui social

Oltre ad aver postato la classica foto seguita da commenti in diretta sulla pagina Facebook di MusicaMetal/AltroSpettacolo (sulla quale potete anche lasciare le vostre opinioni al concerto, o a questa recensione!), questa volta ho anche usato le Instagram Stories per postare qualche foto con commento direttamente dall’Alcatraz: nel caso vogliate seguirmi su Instagram, mi trovate come @mister_metallo, e questo è quello che ho postato ieri – lo salvo qui, compreso di emoji, hashtag stupidi e tutto il resto, prima che le stories lo spazzino via scadute le 24 ore.

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