Romanzo Famigliare, il family drama è sempre di casa in Rai

La fiction Rai, nel 2018, ha debuttato con un genere che le ha sempre riservato buoni riscontri di pubblico: il family drama. Nel caso di Romanzo famigliare, di cui questa sera, lunedì 29 gennaio 2018, alle 21:25 su Raiuno, va in onda l’ultima puntata, si può tranquillamente parlare di dramedy, proprio per la scrittura capace di affiancare ad una trama drammatica l’ironia e la spensieratezza tipica di alcuni dei personaggi della fiction scritta e diretta da Francesca Archibugi con Elena Bucaccio.

Romanzo Famigliare, trama: una famiglia scombinata

Romanzo Famigliare, nel corso dei suoi sei episodi, ha raccontato le vicende della famiglia Liegi, livornese e di origini ebraica, il cui patriarca, Gian Pietro (Giancarlo Giannini) deve affrontare una malattia degenerativa che non vuole rivelare a nessuno. Quando in città torna la figlia Emma (Vittoria Puccini), insieme al marito, Comandante della Marina Militare, Agostino (Guido Caprino) e la figlia dei due, Micol (Fotinì Peluso), la vita della famiglia viene scombussolata.

Micol, che ha sedici anni, scopre infatti di essere incinta, mentre cerca di ambientarsi nella nuova città e legando in particolare con il ragazzo sordo Ivan (Renato Raimondi). Emma, invece, accetta di lavorare per la Fondazione di famiglia, di cui si occupava la madre prima di morire per una malattia, senza sapere che Gian Pietro vorrebbe utilizzare la Fondazione stessa come copertura per i movimenti finanziari della sua azienda in crisi.

Il tutto, mentre intorno alla famiglia ruotano personaggi come Giorgio (Andrea Bosca), vecchia fiamma di Emma; Nicola (Barbara Venturato), allieva dell’Accademia che inizia a nutrire un ossessione per Agostino e Valeria (Annalisa Arena), vicina di casa di Micol affetta da disturbi alimentari. La vicenda viene raccontata tramite la voce di Vanni (Marco Messeri), autista da sempre di Gian Pietro, della cui famiglia conosce tutti i segreti.

Romanzo Famigliare, tradizione ed innovazione in un’unica storia

L’impostazione di Romanzo Famigliare è tale per cui il pubblico si ritrovi davanti ad un racconto dall’impostazione classica, con gli intrighi, i confronti generazionali, le difficoltà da superare e la ricerca del lieto fine da parte di tutti i personaggi, ed ad un linguaggio moderno, costituito in primis dai dialoghi, veloci, intelligenti, spiccatamente in cerca del consenso di un pubblico abituato al linguaggio seriale americano.

“Era necessaria una città antica e moderna come Livorno, i cantieri navali, Villa Liegi, Mosè il pitone, ogni elemento scelto con attenzione per ricreare un tono narrativo classico”, ha rivelato la regista, “quasi ottocentesco, per poi fargli battere dentro, all’impazzata, un cuore contemporaneo. E così con l’immagine e il suono, la luce, la musica, la recitazione, ho cercato di emulsionare verità e forma”.

Romanzo Famigliare, la sigla di Nada

Uno dei punti di forza della fiction è stato indubbiamente la sigla. Il brano “Tu non sai” è stato composto da Battista Lena, musicista jazz e marito della Archibugi, e cantato da Nada. Il brano fa da sottofondo ad una clip animata, realizzata da Eleonora Gambula, Ivana Gloria ed Angelica Lena, in cui passano, trasformandosi in altri elementi tipici presenti nel racconto, i personaggi principali.

La tradizione dei family dramedy in Rai

Raccontare la famiglia è da sempre uno degli obiettivi maggiormente perseguiti dalla serialità, sia essa italiana che internazionale. Romanzo Famigliare è solo l’ultimo di una lunga serie di produzioni Rai che, nel corso degli anni, hanno portato in tv nuclei familiari diversi l’uno dall’altro. Dalla famiglia allargatissima di Un Medico in Famiglia (il cui successo ha inevitabilmente spinto, negli anni Duemila, ad investire di più in questo genere), a quelle più anticonvenzionali ideate da Ivan Cotroneo e protagoniste di Tutti Pazzi per Amore, Una grande famiglia, E’ arrivata la felicità e Sirene, fino ad arrivare alle famiglie vicine di casa ed in conflitto (ma sempre con una risata in sottofondo) tra di loro, come accade in Come fai sbagli.

Le famiglie protagoniste sono state anche appartenenti al passato, come quelle di Raccontami e Questo nostro amore (ma in questa categoria potremmo anche includere I Medici), le cui vicende sono servite da pretesto per ricordare un’epoca storica differente dalla nostra. Infine, ci sono le non-famiglie, ovvero grandi gruppi di personaggi costretti a vivere nello stesso luogo e che, inevitabilmente, stringono legali tali da farli avvicinare l’uno all’altra come fossero parenti: basti pensare a Che Dio Ci Aiuti ed a Suor Angela (Elena Sofia Ricci), personaggio che diventa una figura materna per le ragazze che vivono nel suo convento, ed al condominio di Un posto al sole: le famiglie che vi abitano ne hanno passate così tante che, ormai, non si possono considerare nuclei distinti.

Romanzo Famigliare 2 si farà?

“Sapevamo dove saremmo arrivati, avevamo il finale ben chiaro, ma nel lungo tragitto di dodici episodi ci siamo fatti guidare dai personaggi, li abbiamo lasciati vivere secondo le loro caratteristiche psichiche e umane”.

Con queste parole la Archibugi sembra essere stata abbastanza chiara nel dire che Romanzo Famigliare avrà un finale ben definitivo, senza cliffhanger e storyline in sospeso. Certo, i buoni ascolti ottenuti nell’arco delle cinque puntate già trasmesse potrebbe spingere la Rai a sedersi con la regista e la sceneggiatrice per riflettere sull’eventualità di un seguito delle vicende della famiglia Liegi. Perché, d’altra parte, le storie delle famiglie televisive, se al pubblico piacciono, possono durante molto tempo.

Romanzo Famigliare, gli ascolti

1a puntata-8 gennaio 2018: 5.637.000 telespettatori (22,17%)
2a puntata-9 gennaio 2018: 5.434.000 telespettatori (21,80%)
3a puntata-15 gennaio 2018: 5.283.000 telespettatori (21,5%)
4a puntata-16 gennaio 2018 5.067.000 telespettatori (20,4%)
5a puntata-22 gennaio 2018: 4.755.500 telespettatori (18,52%

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Bresciano, da sempre appassionato di piccolo schermo ed a suo agio nel vortice delle serie tv: datemi un episodio dei Simpson, fatemi rivedere il finale di Lost, divertitemi con The Big Bang Theory, regalatemi qualche mese di abbonamento a Netflix o Amazon e nessuno si farà male.

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