Sanremo 2018, Andrea Scanzi risponde alle critiche (Esclusiva Altro Spettacolo)

Andrea Scanzi farà parte della giuria di esperti di Sanremo 2018 insieme con Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Mirca Rosciani e il “presidente” Pino Donaggio. La giuria in questione entrerà in gioco nella serata di venerdì e conterà per il 20% sulla classifica finale (50% il televoto e 30% la giuria della sala stampa). La presenza del giornalista de Il Fatto Quotidiano ha innescato delle polemiche da parte di Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza Rai. “La scelta di far rappresentare il mondo del giornalismo nella giuria di qualità di Sanremo ad Andrea Scanzi è incomprensibile: umilia i tanti giornalisti Rai e peraltro pone anche problemi di conflitti di interessi e di par condicio. Come è stato possibile tanto pressappochismo per la trasmissione televisiva più seguita del servizio pubblico? L’Usigrai, i Cdr, la Fnsi non hanno nulla da dire?”, dichiara Anzaldi.

Scanzi, come commenta le polemiche?

“E’ qualcosa di straordinario. L’assurda polemica l’ha innescata uno come Michele Anzaldi, che di assurdo si intende. Non sono particolarmente stupito. Intanto mi fa specie e mi colpisce il fatto che un partito importante come il Partito Democratico si metta a fare questo tipo di interventi temendo la presenza di un giornalista a Sanremo. Evidentemente sono messi peggio di quanto credessi. Vorrei sapere che paura possa fare da un palchetto a commentare le canzoni. Lo trovo preoccupante, ma ringrazio Anzaldi perché è una pubblicità per me, aiuta il mio libro, il mio spettacolo e il mio ego. Fa sempre piacere”.

Anzaldi parla di conflitto d’interessi.

“Lui parla di conflitto di interessi. Avrebbe ragione se io andassi sul palco del Teatro Ariston e facessi un monologo tratto dal mio spettacolo Renzusconi. Avrebbe ragione perché in tal caso si tratterebbe di un estratto politico, come faccio ogni sera a teatro. Sarebbe una violazione della par condicio. Ma se io vado lì perché mi ha scelto Baglioni e ci vado come giurato silente che non aprirà bocca e che commenterà le canzoni con gli altri sette giurati, cosa potrei violare? Sarò lì per commentare la musica, la politica non c’entra assolutamente niente”.

“Davvero tra le centinaia di giornalisti che lavorano in Rai non c’era nessuno più adeguato di Scanzi a rappresentare la categoria? Scanzi è un volto fisso de La7”, lamenta Anzaldi.

“Io vado ospite anche in Rai, per esempio da Bianca Berlinguer e non solo da lei. Non ho esclusive anche se con La 7 mi trovo molto bene e anche se Otto e mezzo la considero casa mia. E’ stato Claudio Baglioni, che ho visto tre volte (l’ultima due anni fa), a chiedermi con grande garbo di entrare nella giuria del Festival. Sarà stata una sua valutazione lecita”.

C’è chi sostiene che non abbia le competenze per far parte di una giuria di esperti, ma lei parte proprio dal giornalismo musicale. Conferma?

“Evidentemente non sono bene informati. Scrivo di musica dal 1997. Nel 2000 mi sono laureato in Lettere con una tesi sui cantautori e avevo come correlatore Giorgio Gaber. Ho fatto 150 date di spettacolo su Gaber, 100 su De Andrè patrocinate dalla moglie, 20 su Ivan Graziani. Ho scritto un libro su Ivano Fossati, con Ivano Fossati. Io di musica capisco oggettivamente. Poi mi possono dire che ho brutti gusti, quello è legittimo”.

Ma è vero che è stato in procinto di candidarsi con il M5S?

“Ho ricevuto tre richieste di candidature: dal Movimento 5 Stelle, da Liberi e Uguali e una legata all’estrema sinistra. Ho detto di no a tutti e tre: non mi candido, sto bene così e voglio continuare a fare il giornalista, di sicuro non sarà mai un politico. Il fatto che io abbia ricevuto delle proposte cosa c’entra con Sanremo? E’ tutto bellissimo”.

Al netto delle polemiche, che Sanremo si aspetta?

“Sono molto contento di esserci perché è la prima volta che ci vado. Esordirò come giurato di qualità ed è abbastanza destabilizzante per me, anche se la cosa mi inorgoglisce molto. Baglioni ha avuto coraggio a scegliermi perché qualche polemica – come mi aspettavo – poteva arrivare. Mi aspetto un Sanremo di qualità. Rispetto agli anni passati, a giudicare dalle scelte fatte, sarà un Festival più musicale e meno legato a elementi di contorno”.

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