Sanremo 2018: la scenografia di Emanuela Trixie Zitkowsky

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La scenografia di Sanremo 2018

Sanremo 2018 scenografia: Emanuela Trixie Zitkowsky è la scenografa della sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Per l’artista, conosciuta più semplicemente come Emanuela Zicoschi, si tratta della seconda esperienza sanremese dopo quella del 2014, quando trasformò il teatro Ariston in un palazzo italiano del Settecento solo apparentemente abbandonato, dove ancora abitavano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani.

Sanremo 2018, la scenografia

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La scenografia di Sanremo 2018

Dopo essere stata mostrata timidamente nel corso della conferenza stampa del 9 gennaio, ecco svelata la scenografia di Emanuela Trixie Zitkowsky per Sanremo 2018. A mostrarla integralmente per la prima volta ci pensa il sito doremifasol.org, tutto dedicato a Claudio Baglioni.

Il rendering della scenografia di Sanremo 2018

Come spiegato dal direttore artistico, la scena si presenta come una sala da concerto del futuro, “come un auditorium che potrebbe andar bene anche nel 2030” dice Baglioni che la definisce “coraggiosamente bianca e diabolicamente affascinante”. L’apparato scenico avrà diverse applicazioni, rendendola quindi modulabile e malleabile, ma il bianco costituisce comunque una sfida per il direttore della fotografia Mario Catapano e per il regista Duccio Forzano.

La scenografia di Sanremo 2018 presentata in conferenza stampa, da sanremonews.it

La scenografa Trixie Zitkowsky approfondisce il concetto espresso dal direttore artistico:

“La scenografia è concepita prospetticamente per espandersi nel Teatro Ariston. Maglie larghe in acciaio – quasi vie – costruiscono un legame con l’esterno attraverso percorsi di luce. Il bianco trionfa: purezza dell’arte. La musica al suo interno, proprio grazie a queste maglie di legami, esce all’esterno traendo ispirazione e motivo di esistere. Gli elementi architettonici donano volumi di scena a rappresentare un agglomerato urbano, una città del futuro. Attraverso due spirali video che si innalzano e si elevano in torsione elicoidale per aiutare la musica ad innalzarsi verso nuovi orizzonti. Gli archi acustici trovano verticalità per aiutare i suoni a diventare universali”.

Un auditorium del futuro in una ideale città della musica, quindi, per la scena del Teatro Ariston, con la scelta del bianco a rappresentare la capacità della musica di colorare tutto. E non a caso il claim del Festival 2018 è “Tutti colorano Sanremo”.

I colori e le luci sono garantite da 1000 mq di video e di luce. Non manca neanche il sipario “progettato in quattro lame che scende e preserva gli spazi preannunciando nuove visioni attraverso le sue 4.870 lampadine a goccia che richiamano il passato ma custodiscono nel nucleo nuove tecnologie proiettate nel futuro“. E le lampadine a goccia si confermano un must nell’allestimento scenografico della stagione tv 2017-2018 (1,2,3… Fiorella, Celebration, giusto per citare un paio di esempi in onda su Rai 1.

“Al centro della scena campeggia un fiore strutturale che chiude la prospettiva, a simbolo della purezza di tutte le arti e sboccia aprendo i suoi petali di luce svelando il suo interno: cuore pulsante che diviene introduzione all’ascolto della musica (la scala). Il fiore luminoso si diffonde verso l’alto fino ad arrivare nella bianca platea occupando il boccascena e sovrastando il pubblico. Un volumetrico pentagramma ove nuove note danno vita all’anno zero della musica italiana così come concepito dal Direttore Artistico”

aggiunge la scenografa nella descrizione della sua opera. Si gioca quindi con la plurisemanticità della lingua, come piace a Baglioni, per evocare elementi del codice musicale – come il colore e la scala (anzi, le scale che conducono dalla palco alla platea) – che trovano rappresentazione iconica nella costruzione della scena e nel progetto luci, così come le linee che attraversano il palco nero specchio “sostenuto come una lamina da elementi scultorei elicoidali che appoggiano come fossero spartiti pronti a divulgare suoni infiniti” – evidenzia la Trixie Zitkowsky – diventano un ideale pentagramma.

Tornando alla costruzione della scena, le due scale laterali si presentano

“come petali di fiore aperti che abbracciano e introducono l’orchestra bianca disposta su due piattaforme che diffondono le note in questo auditorium del futuro dove la musica è protagonista”

aggiunge la scenografa, che sottolinea anche la sovversione del canone architettonico nell’ideazione del palco di Sanremo 2018:

“Come in una moderna architettura dove i canoni vengono sovvertiti e l’orizzontale diviene verticale la Scenografia interpreta il passaggio, le vie e l’infinito delle variazioni musicali alla ricerca dell’assoluto”.

Tutto, quindi, conduce lo sguardo al centro, lì da cui si propaga la musica, fiore puro delle arti, riempiendo la parte alta delle sue note, perfette per iscriversi nell’ideale pentagramma rappresentato in verticale, mentre le scale accompagnano il pubblico verso la musica, permettendo loro di raggiungere idealmente l’orchestra e il cantante con i suoi tre diversi sbocchi, intesi come altrettanti petali di un fiore che si schiude col ‘calore’ della musica e che si colora dei colori delle melodie e delle voci.

Più che un palco una poesia, in perfetto stile Baglioni.

Sanremo 2018, la scenografia: prima foto ufficiale

La prima foto ufficiale della scenografia di Sanremo 2018, firmata da Emanuela Trixie Zitkowsky, vede Claudio Baglioni al centro: del resto ‘Al Centro’ è la parola d’ordine del direttore artistico, conduttore e capitano di questo 68° Festival della Canzone Italiana, usata da Baglioni anche per il disco e il tour celebrativo dei suoi 50 anni di carriera.

 

Emanuela Trixie Zitkowsky: chi è?

Emanuela Trixie Zitkowsky è una scenografa italiana, nata a Roma il 3 gennaio 1966, laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma, docente di Scenografia, Scenografia Teatro Musicale e Allestimento degli spazi espositivi all’Accademia di Belle Arti di Foggia. Ha insegnato anche all’Istituto Europeo di Design a Roma (Master-Scenografia Televisiva), all’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine de L’Aquila, all’Accademia delle Belle Arti di Frosinone (Composizione Scenografica per la Televisione), all’Accademia della Luce e Accademia delle Belle Arti di Macerata (Master La Scena e la Luce) e all’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila.

Figlia d’arte, il padre era lo scenografo Tullio Zitkowsky, Emanuela fonda con lui e Alessandro Zitkowsky la TELON, una società che tra il 1992 e il 1999 firma 67 scenografie televisive tra Spagna e Italia.

Emanuela Trixie Zitkowsky: i suoi lavori in tv

Grazie al suo C.V., pubblicato sulla pagina dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, aggiornato al 2014, scopriamo che in televisione la Zitkowsky ha collaborato con tutte le principali realtà italiane, da Rai a Mediaset, da La7 a Fox, da Discovery a Sky, da Sat 2000 a Frisbee.

Per la Rai ha collaborato con i programmi Super Senior (2003, Rai3), Mamma da Oscar (2004, Rai1, sitcom), Il ristorante (2004, Rai1), Se sbagli ti mollo (2005-2006, Rai2), Tatami (2008-2009, Rai3), Non perdiamoci di vista (2008, Rai3), Report (2008, Rai3), Speciale Vanoni (2008, Rai1), Articolo 3 (2010, Rai3), Sei miliardi di altri (2011, Rai3), Mi Manda Raitre (2011, Rai3), Premio Regia Televisiva (2014, Rai1), Superquark (2014, Rai1), Affari Tuoi (2014, Rai1).

Per Mediaset ha lavorato a La vita è meravigliosa (1999, Canale 5), Chi ha incastrato Peter Pan (2000, Canale 5), Grande Fratello (2001-2012, Canale 5), Ciao Darwin 3 (2000, Canale 5) , C’è posta per te (2000, Canale 5), Survivor (2001, Italia 1), Sposami subito (2002, Canale 5) Operazione Trionfo (2002, Italia 1), Papirazzo (2003, Italia 1), The Bachelor (2003, Canale 5), Superstar (2003, Italia 1), Bisturi Nessuno è perfetto (2004, Italia 1), Cronache Marziane (2004-2005, Italia 1), Un mercoledì da tifosi (2005, Canale 5), Film Tv Premiata Ditta (2006-2007, Italia 1, film tv), Un due tre stalla (2007, Canale 5), Centopercento (2010, Italia 1), Jump (2013, Canale 5).

Per La7 ha creato scenografie per Telerentola e Bianco e Nero (2001), Vite allo specchio (2003), La Settima onda (La7, 2014).

Per Sky ha creato le scenografie di Fiorello Show (2009, Skyuno), Vuoi ballare con me (2009, Skyuno), Angolo nel cielo (2009, Skyuno), Skyuno (2011 Lady Burlesque).

Inoltre, per SAT 2000, la Zitkowsky ha realizzato le scenografie per la giornata del Family Day (2007) e quelle de Il grande Talk (2007), per FOX quelle di 80 minuto (2008), per Frisbee quelle di Paint Your Day Teen (2013) e per Real Time quella di Cucina con Ale (2011-2012), Uno chef in condominio (2011), Supermagic (2012) e Paint your Day (2013).

Emanuela Trixie Zitkowsky: scenografia Sanremo 2014

Emanuela Trixie spiegò che la scenografia del Festival di Sanremo 2014 era ispirata alla bellezza. In un’intervista rilasciata alla RAI la scenografa disse:

Il tema scenografico è la bellezza. Si parla di bellezza architettonica… in questo caso abbiamo recuperato la bellezza nello stile settecentesco di un ipotetico. Andiamo nel concettuale di un palazzo del settecento italiano, che però, è stato, come spesso succede, abbandonato e l’incuria e il tempo l’hanno rovinato. Noi, con grande ottimismo, ci collochiamo all’interno di questa struttura per riportarne i fasti, per riportarla in vita e riutilizzarla. Il salone in cui prima risuonavano le orchestre riprende vita con il Festival di Sanremo.

La struttura dell’orchestra è un ponteggio e gli orchestrali sono posizionati sopra il ponteggio. Poi abbiamo la scala: quest’anno le scale sono tre e anno significati diversi. Abbiamo la scala tecnologica, la scala elicoidale della sapienza, che portava i musicisti in alto per poter suonare, e poi abbiamo la scala del palazzo settecentesco.

8 Commenti

  1. Spero questo render non sia veritiero: orribile. Di contemporaneo non c’è nulla… non bastano le intenzioni, le idee devono aver forma e questa pare uno scherzo…una vecchia bozza di qualche progetto abbandonato nel cassetto direttamente degli anni 80 o giù di li

  2. Quanto di più orrendo posso esistere movimenti scale a dir poco vergognosi e a scatti con protezioni dei meccanismi di gomma stile ritiro valige imbarazzanti..movimento e posizionamento monitor sbagliati come più volte rimarcato dai conduttori , personale addetto alle scene più volte inquadrato per errore ,errori madornali con buchi organizzativi tremendi mitigati dalla professionalità dei conduttori ,direttore artistico che non sembra un registra e padrone della scena ma una vittima di quello che succede… se inneggiamo a queste realizzazioni che sono appena non sono nemmeno degne di un teatro parrocchiale vuol dire che evidentemente hanno ragione loro ..oramai non valutiamo più serenamente la realtà ma siamo succubi d un sistema e assorbiamo tutto ..peccato

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