Sebastian Bach, La Mia Vita e gli Skid Row: recensione del libro

Sebastian Bach aveva 48 anni, quando ha messo la firma su questa sua autobiografia (adesso ne ha 49: Tsunami è stata velocissima nella traduzione del libro!).
Dall’alto di questa età, il cantante ha deciso di ricordare al mondo che quando ne aveva 20, e la sua band vendeva 4 milioni di dischi con il debut album, lui sc0pava tantissimo, si drogava tantissimo, e beveva parecchio, finché non diventava molesto. L’avreste mai immaginato?
Questa autobiografia è una raccolta di tanti racconti, tante “scene”, tanti ricordi (parziali e oscurati da alcool e droghe) del magnifico trio composto da sesso, droga e rock and roll. Più i primi due ingredienti, che l’ultimo. Il che è un po’ bizzarro, visto che si sta parlando di uno dei cantanti più amati e famosi a cavallo degli anni ottanta e novanta, e tutt’oggi riconoscibile e apprezzato dagli amanti del rock. Ma di musica, della sua creazione, Bach parla poco. Era vocalmente dotatissimo fin da bambino. Ha allenato le sue corde vocali. Ha seguito alcuni consigli di Steven Tyler. Ha contribuito a scrivere/migliorare delle canzoni diventate molto famose. Tutto qui, a livello musicale. Bisognava fare più spazio per raccontare di qualche altra follia commessa mentre era pieno di droga.
Quel che sembra mancare alla biografia è una direzione generale, un editor che, leggendo le bozze del libro, dicesse “Ok Sebastian, ma com’è finita con Snake, quando l’hai visto a questa festa nel 2003? In effetti Baz, cosa teneva legati gli Skid Row? Che atmosfera si respirava, fra di voi, quando le cose andavano bene? E qual è la storia che ti ha portato a smettere con le droghe? C’è bisogno di questa ulteriore storia di te che guidi strafatto e solo per miracolo non uccidi qualcuno? Senti, non sarebbe il caso di mettere delle didascalie alle fotografie? Non tutti riconosceranno Zakk Wylde giovanissimo! E questo chi è?”.

E’ un buon libro, quindi? Sì, rimane comunque un buon libro. Soprattutto se amate il gossip metal. Con una mossa quasi inedita, in un mare di biografie attente a non ricevere querele, Sebastian Bach mette in piazza nomi, cognomi e soprattutto quantità di droga, alcool e donne consumati. Volete sapere di quali erano i due cantanti preferiti di James Hetfield? (Spoiler: uno dei due è Bach) Volete leggere di quanti chili di cocaina hanno consumato Sebastian e Lars Ulrich? Di quando ha fatto crollare la sobrietà di Tommy Lee? Di quando è salito sull’aereo privato di Axl Rose proponendogli una droga potentissima? Di quando si è fatto di quaalude con Duff McKagan (e con Lars Ulrich, che chiedeva soldi ai passanti per farsi una foto con i musicisti strafatti)? Di quando Bon Jovi l’ha minacciato di brutto? Di quando ha rotto il naso al fratello di Izzy Stradlin? Di quando ha pianto perchè Ace Frehley non gli ha dato il giusto credito nel suo disco? Di quando è scoppiato con Ted Nugent, uno dei suoi miti d’infanzia, perchè non poteva più sopportare i suoi monologhi razzisti durante un reality show? C’è tutto, veramente tutto in questa autobiografia. Forse ci sono un po’ troppi pochi Pantera – ed è strano, visto che i due homevideo di Pantera e Skid Row mostravano le due band insieme a fare follie di tutti i tipi.
Una cosa che rende interessante il libro è l’enorme presenza di foto, soprattutto d’epoca. Non ci sono solo le 8 pagine centrali, a colori, ma soprattutto tantissimi scatti che contestualizzano molte delle storie, compreso un Bach bambino ossessionato dai Kiss, soprattutto da Ace. Molti anche i documenti scritti a mano, come le sue pagelle – uno spaccato interessante, che raramente viene presentato nelle biografie.

Le cose migliorano ulteriormente quando si passa alla “seconda vita” di Sebastian Bach, quella come attore di Broadway. Sono fornite molte più informazioni sul backstage, sui lavori, su chi c’era a guardarlo (compreso Paul Stanley, a cui soffiò il posto nel ruolo di Jekyll e Hyde), sui sentimenti in gioco. Da quel momento in poi, le descrizioni del “dietro le quinte” sono molto più dettagliate -nonostante Bach continuasse a bere tantissimo, evidentemente si ricorda meglio gli avvenimenti dietro la sua partecipazione a Una Mamma Per Amica (“In Italia nei musei le ragazzine mi riconoscono per quel telefilm!”), i suoi dischi solisti, il tour con i Guns N’Roses.
Sebastian sembra trovare un lieto fine a molte delle situazioni della sua vita, ma nel finale rimane irrisolta la questione principale. Gli Skid Row. Evidentemente, Bach è pronto a tornare. E (stando al libro), è lui ad essere stato allontanato, forse per motivi di soldi. Gli altri hanno guadagnato più di lui, con i dischi della band. Forse sarebbe ora di godersi gli ultimi anni insieme. Sarebbe un capitolo aggiuntivo che varrebbe la pena di stamparsi da un pdf, per questa biografia.

Sebastian Bach, La Mia Vita e gli Skid Row
384 pagine + 8 a colori
22,00 Euro
Tsunami Edizioni
Traduzione: Stefania Renzetti

Multimedia: alcuni video correlati all’autobiografia

Rendiamo “multimediale” la recensione e la lettura dell’autobiografia: ecco alcuni video di eventi citati da Sebastian Bach. Probabilmente non andreste a cercarli su YouTube, ma vale la pena guardarli, per capire meglio alcuni passaggi del libro…

Howard Stern Interview – Axl Rose & Sebastian Bach
Bach e Axl, strafatti di cocaina e in compagnia delle rispettive ragazze, chiamano a casaccio Howard Stern, che non credeva fossero davvero loro in diretta.

Skid Row Al Saturday Night Live nel 1991
Erano tutti drogati o ubriachi, in diretta tv.

Jekyll and Hyde a Broadway
Baz baciava veramente la sua co-star. Ogni sera. Sua moglie non era contenta.

Sebastian Bach, Rocky Horror Show
Baz era stato chiamato per interpretare la parte di Frank N’Furter, ma su sua richiesta, recitò invece come Riff Raff.

SuperGroup, la prima puntata
Il reality show nel quale Sebastian Bach creò una band con Ted Nugent, Scott Ian, Evan Seinfeld, e Jason Bonham.

Skid Row, 18 & Life
Fra una ripresa e l’altra di Bach sullo sgabello, il cantante faceva sesso con sua moglie, nella stanza sopra – una stanza vuota, con solo un materasso in mezzo.
E poi, è sempre un buon momento per ascoltarsi 18 & Life.

Sebastian Bach, La Mia Vita e gli Skid Row: l’anteprima del libro

(Articolo del 5 Febbraio)

Uscirà il 22 Febbraio 2018 “Sebastian Bach, La Mia Vita e gli Skid Row”, l’autobiografia di uno dei cantani più iconici dell’hard rock anni ottanta. Sul sito dell’editore, Tsunami Edizioni, è possibile scaricare gratis un’anteprima in pdf del libro: l’abbiamo letta per farci un’idea sul contenuto.

L’anteprima, dopo i ringraziamenti di rito, si apre con tre pagine di indice: segno che il libro è molto lungo (384 pagine, in effetti) e diviso in capitoli dai titoli piuttosto ironici – compreso il finale “Epilogo: Hey Amico? Quando rimetti insieme la band?”. A quanto pare, una cinquantina di pagine saranno dedicate all’infanzia e adolescenza di Bach, gli Aerosmith avranno un ruolo importante nella sua carriera, e quasi trenta pagine narreranno storie di Bach e i Metallica, con il titolo “Un sacco di alcol, montagne di droga, quaalude e tennis”. Ai Pantera sembrano dedicate solo quattro pagine, ma vista l’importanza dei tour di Skid Row e Pantera, sicuramente i racconti andranno ben oltre un capitoletto.
Ampio spazio anche alla carriera post-Skid, con capitoli dedicati alle sue imprese teatrali ed in televisione.

Si passa poi al prologo, e qui sta un gran bel colpo di genio: niente introduzioni o presentazioni da parte di colleghi famosi, si parte direttamente in medias res, con una narrazione in prima persona di un concerto in apertura agli Aerosmith, un concerto andato malissimo e che vede il protagonista finire in prigione. E’ una narrazione asciutta, molto coinvolgente, capace di metterti nella mente di una persona che ritiene di essere nel giusto mentre spacca in testa ad una ragazza una bottiglia, e rompe la mascella ad un altro tizio, per poi continuare a cantare Piece Of Me. Solo in seguito scoprirà di aver completamente sbagliato il bersaglio.
Finisce così il prologo, mettendo la carica per scoprire cosa ha portato Bach su quel palco nel Dicembre 1989, e come finirà la storia.

Si fa un passo MOLTO indietro nel tempo, invece, con il primo capitolo. Così indietro, che Sebastian riporta alla memoria i primi quattro ricordi che ha della sua vita. I primi tre sembrano semplici ricordi di bambino, forse irrilevanti, mentre il quarto gli è stato riportato dal padre, e riguarda un “rito magico” a cui lo sottopose una sua babysitter alle Bahamas. La narrazione è spigliata, parla anche con il lettore: Bach sembra essere un ottimo narratore. Ma l’anteprima finisce qui, dovremo aspettare la fine di Febbraio, per scoprire come quel rito magico l’ha forgiato, ed in che modo uscì di prigione dopo aver per sbaglio ferito due fan.

In quarta di copertina, anzichè essere riportati le recensioni americani del libro o i commenti dei colleghi, c’è una selezione di frasi estratte dal libro, che delineano bene quanto sesso, quanta droga e quanto rock and roll ci saranno all’interno.

Sebastian Bach, La Mia Vita e gli Skid Row: la presentazione del libro

Nel corso della propria carriera Sebastian Bach ha venduto più di venti milioni di dischi, sia come solista che come cantante della sua band, i leggendari SKID ROW, il primo gruppo hard rock della storia ad avere un album che è entrato in classifica direttamente al numero uno.

Dotato, oltre che di una splendida voce, pure di una notevole figura che lo ha fatto presto diventare un sex-symbol, Bach è anche stato la prima rockstar a calcare un palcoscenico di Broadway, interpretando ruoli di primo piano in Jekyll & Hyde, Jesus Christ Superstar e The Rocky Horror Picture Show, e non è mancata nemmeno una presenza televisiva, in ben sette stagioni della celebre serie Una Mamma Per Amica.

Nella sua autobiografia, Sebastian Bach offre un vivido racconto di quegli eccessi e sregolatezze che caratterizzavano la vita in tour insieme a gruppi del calibro di Bon Jovi, Aerosmith, Mötley Crüe, Soundgarden, Pantera, Nine Inch Nails e Guns N’ Roses, accompagnandolo con decine e decine di foto inedite da lui stesso conservate nel corso degli anni.

Ma questo libro è anche la storia di un uomo che ha raggiunto la fama da giovanissimo, e di una band che è implosa quando era all’apice del successo. È la storia di un uomo che ha visto esaudirsi i propri desideri più sfrenati, per poi finire a perdere la propria famiglia e la propria casa. È la storia di un uomo che però ha sempre tenuto duro, e tra donne, alcol e musica ha sempre vissuto on the road, e continuerà a farlo.

LA MIA VITA E GLI SKID ROW non è un’autobiografia rock come tutte le altre, perché Sebastian Bach non è mai stato una rockstar come tutte le altre.

Chi è Sebastian Bach? Un breve riassunto delle sue imprese

SEBASTIAN BACH ha venduto oltre venti milioni di dischi in tutto il mondo, in veste di frontman del suo ex gruppo, gli Skid Row, e come artista solista. Molto di più che solo un musicista multiplatino, nell’ultimo decennio ha ampliato la sua carriera grazie a un ruolo ricorrente in cinque stagioni della popolare serie TV Una Mamma per Amica, Sing Your Face Off sulla ABC, la serie TV commedia Trailer Park Boys, il doppiaggio di SpongeBob SquarePants e Robot Chicken, ruoli da protagonista a Broadway in Jekyll & Hyde, The Rocky Horror Show e Jesus Christ Superstar, ed è apparso regolarmente su MTV e VH1.

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