Skeletoon, They Never Say Die: un’intervista piena di tracobetti

“Nerd Metal” è un termine piuttosto inconsueto, ma effettivamente i due mondi (quello dei nerd e quello del metal) hanno molti punti in comune – al di là dei banali e stereotipi modelli di “persone che non seguono i modelli di divertimento standard della società”, c’è ad esempio la continua lotta per tenere la propria passione nell’underground, per non “diventare commerciali” agli occhi dei propri pari, sperando al contempo di poterla condividere con più persone possibili.
Gli Skeletoon hanno da tempo intrapreso la missione di fondere il power metal con il mondo nerd, annunciando addirittura una pentalogia di concept-album intitolata “Nerd Saga”, e in questi giorni esce per Scarlet Records il terzo capitolo, interamente dedicato ai Goonies, a partire dal titolo: They never Say Die.

I semi di un album che possa diventare di culto ci sono tutti: una band ormai conscia delle proprie capacità, un concept amato da tutti (o perlomeno da tutti i nerd), un bel videoclip per presentarsi al mondo, e ben undici ospiti della scena power italiana e internazionale, per dar voce a tutti i protagonisti della storia.

Avremmo potuto parlare con il frontman Tomi Fooler di aspetti tecnici come la produzione perfetta del disco, in cui ogni strumento e ogni voce risultano cristallini, o chiedere riguardo la logistica di mettere insieme tutti quegli ospiti, ma in realtà ci siamo subito lanciati in discussioni da nerd, e poi abbiamo sottoposto il cantante al nostro test di personalità. Buon divertimento!

Una volta le interviste erano il luogo giusto dove esporre la propria appartenenza alla razza
del Trve Metal, narrando storie antiche che posizionano il musicista come metallaro da
decenni. Ora l’attenzione si è spostata sul lato “nerd” della questione: quali sono le vostre
credenziali in questo campo?

A dire il vero in campo “NERD” le nostre credenziali sono decisamente più valide che in
quello True..eheheh.
Semplicemente, abbiamo deciso di fondere le due passioni, in un unica espressione:
nasciamo amanti di quella che viene definita cultura Geek, e abbiamo imparato ad amare il
Metal. Visto che molto spesso vengono viste come passioni da (passami il termine, usato in
modo ironico) emarginati, ci è sembrato carino unirli e urlare a tutti: “Ehi,avete visto??? noi
siamo i diversi!”

Una volta “nerd” era un sinonimo di “sfigato”, ora sembra essere la cosa più alla moda del
mondo. Come vivi questa transizione da passione underground a mainstream, che è anche
un netto parallelo delle accuse rivolte ad alcune metal band che passano da “culto” a
“commerciale”?

Ho visto questa transizione con i miei occhi, e ne sono consapevole: con il desiderio di
“socializzare digitalmente” che la nuova cultura ha diffuso, trovo che questa evoluzione sia
stata naturale. Il “nerd” ha sempre avuto il desiderio di sentirsi “apprezzato” socialmente, ma
gliene mancavano le potenzialità. Con il fatto che oggi si usi la tecnologia per socializzare,
capisci bene che il nostro “eroe” trova un terreno di caccia familiare…ahahaha.
Riguardo al passo culto/commerciale, ritengo che si tratti di una vera e propria lente di
ingrandimento su quanto appena detto: se fai ciò che ritieni divertente, non potrai mai sentirti
in errore. Per noi, per lo meno, è sempre stato così. 😉

La vostra biografia vi definisce come “padrini del Nerd Metal” – ci sono band che considerate
vostre eguali, a livello di nerditudine?

Si certo. Negli ultimi tempi, come dicevamo prima, abbiamo notato che questo tipo di
approccio si è diffuso, e molti gruppi tendono ad avere un atteggiamento più leggero e meno
incline alla solita tipologia di “metallari brutti e cattivi”…ahahahahah.
Questo credo che sia un bene, e spero che il trend continui a crescere, perché sono un fiero
sostenitore del principio dietro al detto “l’Unione fa la Forza”.

Quali sono, invece, le band alle quali vi ispirate musicalmente?
Sono molte. I tedeschi Edguy sono stati la pietra angolare sulla quale si basa la nostra idea
di gruppo. Ma senza andare oltre confine devo citare i Trick or Treat: la band che per prima
ha saputo fondere la buona musica, con una attitudine rock in grado di far diventare il (di
nuovo) nostro “emarginato”, un membro figo di una band che piace.
Inoltre, se li segui, vedrai che sono anche i Principi della “nerditudine”, quindi…ahahahha!

Il nuovo disco si è presentato al mondo con il video della title track, “They never Say Die”,
girato in pieno stile Goonies. Una bella produzione, con bei dettagli e una gran location. Vale
ancora la pena, quindi, investire in un bel video?

Secondo me moltissimo.
Al giorno d’oggi, musicalmente, le band underground sono sempre più preparate
qualitativamente e tecnicamente: aggiungere una buona produzione video lo ritengo
basilare.
Nel nostro caso, inoltre, ci piaceva l’idea di raccontare il nostro “punto di vista” sulla storia
della pellicola, con un video che aiutasse l’ascoltatore a rivivere i momenti vissuti quando, le
prime volte, vedeva il film originale.
La trasposizione Video della musica, è una cosa che non abbandonerei mai.

Avere come ospiti sul disco dei capisaldi del metal italico come Michele Luppi, Giacomo Voli,
Morby e Alessandro Conti, fa immaginare una scena power unita – è così? Come la vivete
voi, dall’interno?

Molto Unità. Ritornando al concetto de “L’unione fa la forza”, anche nella scena power si
tende a darsi una mano a vicenda, ed è un bene. Considera che, in effetti, siamo molto
amici dei nomi che mi hai citato, il che ha reso la collaborazione anche più semplice, oltre
che immensamente più divertente.

Quali sono i loro ruoli, nel concept di They Never Say Die?
Qui abbiamo avuto qualche discussione in merito, in effetti…ahahah a quanto pare, il ruolo
di “Chunk” era il più ambito, ma abbiamo scelto sulla base della tipologia di brano ad alla
sua adattabilità alla voce del cantante:
Michele ha dato voce al nostro “Villain”, il rappresentante della Banda Fratelli, JAKE,
descrivendo il suo operato come un grosso “misunderstanding”: e se i cattivi non fossero
davvero malvagi, ma solo vittime di una incomprensione nel loro modo di farsi valere???
Giacomo è stato, invece, un’ ospite “puro”, avendo interpretato il brano della colonna sonora
ufficiale, e non un personaggio del film.
Morby è stato il nostro “Chester Copperpot” ed ha magistralmente dato voce ad un
personaggio che riteniamo sia stato poco affrontato nella sceneggiatura originale: abbiamo,
cosi, deciso di assumerci questa responsabilità, creando una specie di “Spin Off” sul
pensiero di chi, nel film, ha effettivamente acceso la speranza e la voglia di avventura dei
protagonisti.
Infine Alle….chi mi conosce sa che nutro per questo Artista un ammirazione quasi
maniacale..ecco perché ho ritenuto saggio concedere a lui il ruolo più difficile: Alessandro
Conti (come sempre) ha fatto un lavoro splendido, non solo cantando magnificamente le
parti, ma anche sapendo “dipingere” il suo personaggio con un tratto a metà tra il divertente
ed il coraggioso, senza omettere l’aspetto “buffo” che emerge dallo screenplay originale.
Sono molto più che soddisfatto della resa e del lavoro di ogni singolo ospite. E di questo, li
ringrazio.

La vostra fama ha già travalicato i confini italici: vedo fan dalla Scozia così come dal Cile.
Come li avete raggiunti, e come intendete conquistarne di nuovi, con il nuovo disco?

Il passaparola digitale e le tecnologie cosi tanto amate da noi Nerd (ahahahah) permettono a band nuove come la nostra di valicare molti più confini di quanto fosse possibile qualche anno fa: la ritengo una arma a doppio taglio, perché il rischio di figuracce è anch’esso esponenziale, ma, sinora, posso dire che siamo stai fortunati.
Come spesso accade, molti seguaci di questo genere sono locati al di fuori del territorio italiano, vuoi per la cultura dedita a queste sonorità, o per semplice apprezzamento, siamo felici di poter avere la possibilità di vedere riscontri da paesi che non abbiamo ancora avuto il piacere di visitare.
Speriamo, ovviamente, che questo si verifichi quanto prima, per darci la possibilità di provare a crearne di nuovi.

**Ora, consentimi qualche domanda personale, per il nostro test di personalità e per
conoscerti meglio.**

Certo! Sono un po’ spaventato, ma va bene!! ahahahahah

Qual è la cosa che sai fare meglio di tutti gli altri nella band?
“Prendermi involontariamente in giro da solo sul palco” vale come risposta?? e giuro che è
la TRISTE verità…

Qual è l’album che hai ascoltato più di tutti, nella tua vita?
“Rabbits Hill Pt.2” dei Trick or Treat

Qual è la prima cosa che fai quando arrivi in un locale dove suonerai?
Mi vergogno un pò ma ammetto la verità: Guardo se il palco mi permetterà di muovermi
quanto vorrei, perché star fermo mi mette molto a disagio e mi imbarazza.

Qual è il momento in cui sei rimasto più colpito da una celebrità incontrata?
Recentemente, promuovendo “THEY NEVER SAY DIE” ho incontrato Sean Astin, il
protagonista del film originale e il “Samwise Gamgee” de “Il signore degli Anelli”: la sua
disponibilità e simpatia erano direttamente proporzionali alla mia agitazione, tanto che non
riuscivo quasi a scrivere la dedica che ha voluto sulla copertina del disco che ci ha
autografato.

Qual è la cosa migliore della tua città natale?
Oddio…direi il clima. E il fatto che il mare è a due passi.
Anche se, in realtà, passo molto più tempo davanti ai videogiochi che in spiaggia…ahahah

Spiegaci perchè il metal è lo stile musicale più importante mai creato dall’uomo.
E’ l’unico che tira fuori la voglia di far casino, e annulla il timore di farlo davanti agli altri.
E poi ti fa star vicino a chi lo vive come te, senza rabbia, senza cazzate…solo la voglia di
divertirsi.

Quale sarebbe il titolo della tua autobiografia?
Non ci ho proprio mai pensato! Ma voglio rispondere citando lo Sheldon Cooper della serie
“The Big Bang Theory”: se scrivessi una autobiografia, per come sono fatto, sarebbe a
causa di un mio successo che ha portato dei benefici comuni, anche solo per un pezzo
musicale che è piaciuto e/o unito molti…in tal caso ( e riprendendo la frase detta dal
personaggio qui citato), peccherei di superbia con il titolo: “…non c’è di che, Umanità!”…
ahahahah

Cosa faresti se domattina ti svegliassi e scoprissi di essere James Hetfield?
Credo che non vorrei più andare a dormire per paura di risvegliarmi e ritornare indietro!

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