Slash a Milano: foto-report dal concerto al Fabrique, 8 Marzo 2019

Per presentare Living the Dream, Slash ha scelto un tour nei club delle principali città europee, su palchi piccoli e per un pubblico intimo. Comprensibile, quindi, che anche il concerto di Milano fosse soldout da mesi.

Slash al Fabrique di Milano: recensione del concerto

Living The Dream è il quarto album solista (il terzo con la dicitura “featuring Myles Kennedy & The Conspirators” ed una lineup stabile), e questo vuol dire che, ormai, Slash ha all’attivo abbastanza dischi dai quali estrarre abbastanza brani per una setlist “tutta sua”, senza dover ricorrere a brani di Guns N’Roses, Velvet Revolver o Snakepit come riempitivi di lusso (o come attrazione principale dello show, a seconda dei punti di vista).
Facendo i conti, su ventidue pezzi proposti, ventuno sono completamente firmati di Slash, con buona pace di chi sperava di sentire gli assoli di Sweet Child O’ Mine o pogare su Welcome To The Jungle. Se qualcuno non è stato attento a ciò che il chitarrista ha fatto negli ultimi nove anni, si ritroverà sicuramente spiazzato, ma la realtà è che, vista anche l’età media dei presenti, la carriera “presente” di Slash è proprio quella solista, e tutte le canzoni sono state accolte da applausi e cori, senza segni di impazienza o stanchezza.

Certo, quando Myles Kennedy intona Nightrain (unica cover della serata), l’atmosfera si fa più elettrica, ed è anche l’unico in cui si azzardano a lasciare il microfono al pubblico per il ritornello, ma le due ore piene di concerto sono state apprezzate dalla prima all’ultima nota da un Fabrique carichissimo, al punto che il solitamente laconico Slash ringrazia il pubblico itonando con la chitarra il motivetto calcistico “Olè olè olè olè Slash Olè” che ha accompagnato ogni secondo di silenzio fra un brano e l’altro.

Sugli scudi come sempre Myles Kennedy, con una voce sempre perfetta e sempre camaleontica, dalle note vellutate di One You Loved Is Gone ai picchi più aggressivi di You’re A Lie. Notevole anche il bassista Todd Kerns, che copre le parti vocali che furono di Iggy Pop e Lemmy nel debut-album solista. Non sono mancati tre assoli vicini ai dieci minuti l’uno, compresa la rottura di una corda di chitarra.

Insomma, per chi c’era, è stata una esperienza indimenticabile, perchè uno Slash vissuto da così vicino, non lo si vedeva in Italia dal tour di Ain’t Life Grand del 2000.

In apertura, menzione per i Bishop Gunn, che partono lentissimi e più vicini al blues che all’hard rock, ma che riescono a farsi amare per la grinta mostrata nella seconda parte del loro (breve) set. Buoni come riscaldamento, gli applausi li hanno presi, ma c’è veramente poco altro da dire a riguardo.

Slash al Fabrique: foto del concerto

Bishop Gunn

Slash ft. Myles Kennedy & The Conspirators

Slash al Fabrique: scaletta del concerto

The Call of the Wild
Halo
Standing in the Sun
Ghost
Back From Cali
My Antidote
Serve You Right
Boulevard of Broken Hearts
Shadow Life
We’re All Gonna Die (Todd Kerns on lead vocals)
Doctor Alibi (Todd Kerns on lead vocals)
One You Loved Is Gone
Wicked Stone
Mind Your Manners
Driving Rain
By the Sword
Nightrain (Guns N’ Roses cover)
Starlight
You’re a Lie
World on Fire
—–
Avalon
Anastasia

Slash a Milano: il concerto in diretta su Virgin Radio

Il concerto è stato trasmesso in diretta su Virgin Radio, con un ottimo audio ed il commento di Paola Maugeri – al momento non sappiamo se sarà disponibile una registrazione da ascoltare legalmente dal loro sito, vi terremo aggiornati e casomai posteremo il link…

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