Slayer, annunciato il film Repentless Killogy: probabilmente sarà una schifezza

Nell’ottica di massimizzare il loro addio alle scene (che avverrà a Los Angeles il 30 Novembre), gli Slayer hanno annunciato un live album accompagnato da un film intitolato The Repentless Killogy.

Un film degli Slayer, vi rendete conto? Ci pensate? Il trailer poi è fighissimo, con Danny Trejo! ED È UN FILM DEGLI SLAYER!

Ora, non vorremmo smorzare gli entusiasmi, ma a giudicare dalle immagini, ci appare evidente che il film sia tratto dal fumetto degli Slayer uscito nel 2017, una oscenità narrativa nata con l’intento di dare una trama completa ai tre videoclip che accompagnarono l’uscita dei tre singoli tratti da Repentless: “You Against You”, “Repentless” e “Pride In Prejudice”. I videoclip in sè erano più che godibili, ma la trama posticcia appiccicata per dar loro un senso era ridicola – potete leggere qui di seguito le recensioni scritte all’epoca per i tre numeri del fumetto… attenzione agli spoiler sulla storia!
Gli Slayer, nel fumetto, comparivano come lontani comprimari e si scopriva che il personaggio di Tom Araya è amico d’infanzia del personaggio di Danny Trejo, e per questo lo aiutano ad ammazzare un sacco di nazisti americani.

Oltre a tutto questo, The Repentless Killogy è in realtà annunciato come “short film”. Quanto durerà? Sarà più lungo dei tre videoclip? Si limiteranno ad utilizzare scene di raccordo per unire i tre video, mostrandoci il 50% di Slayer che sparano a nazisti?

Lo scopriremo l’8 Novembre, ma i presagi non sono positivi, per chi conosce il fumetto…

Slayer Repentless, il fumetto: recensione della miniserie

Slayer, il fumetto di Repentless: abbiamo letto il primo numero

(Articolo pubblicato l’8 Aprile 2017)

Veniamo quindi a questo primo numero (di tre previsti) di Repentless, pubblicato dalla Dark Horse Comics. La miniserie è stata presentata come una “espansione” dei temi trattati nell’ultimo disco degli Slayer (Repentless, appunto), tenendo anche conto dei videoclip tratti dai singoli, video che parlano di “tradimento, odio, lealtà, famiglia e omicidio“.
Sfogliamo le 24 pagine di Repentless #1 e ci troviamo subito catapultati effettivamente in tutto questo: tradimento, odio, lealtà, famiglia e omicidio. Tutto si svolge all’interno di una comunità neonazista (penso che il fumetto verrà bandito in Germania, per eccessivo abuso di svastiche nelle sue pagine): due fratelli sono degli ariani acqua e sapone, finchè uno non decide di sposare una ragazza di colore. L’altro fratello non la prende bene, fa finire quello buono in carcere e poi vuole distruggerlo psicologicamente.
Solo che quello buono in carcere incontra un messicano buono e… wo-wo-wo! Salta fuori che questo fumetto vuole dare una backstory al videoclip di Repentless. Andate a guardarvi il video (cliccando sul link). Vedete il tizio con la benda nera su un occhio, che uccide il secondino in carcere? Ecco, è il protagonista del fumetto! Il fratello exneonazista! E vedete Danny Trejo nel video? Ecco, è il messicano buono!

E gli Slayer?
Non doveva essere un fumetto “degli” Slayer? In questo primo numero si nota un 95% di assenza totale di Slayer.
Però… però ci sono le citazioni. Roba scritta da un bambinetto che come compito a casa deve inserire a forza delle citazioni da canzoni degli Slayer. Tra l’altro, tutte citazioni da dischi vecchi degli Slayer, non da Repentless, l’ultimo disco da cui l’intero fumetto prende il nome!!!
Abbiamo quindi un killer violento che indossa una Dead Skin Mask (occhiolino), c’è un tizio che dà una pessima notizia al protagonista dicendogli che “God Hates Us All”, c’è una citazione (totalmente a casaccio) di Seven Faces, e l’autoradio in macchina dei cattivi spara fuori World Painted Blood, mentre in un bar malfamato ascoltano Angel Of Death. Wow.

SPOILER
c’è una “sconvolgente” rivelazione finale: il personaggio di Danny Trejo, è amico fraterno di Tom Araya. E uccideranno insieme i nazisti.

Fine primo numero.

Ragazzi, questo fumetto è una vera schifezza. La sceneggiatura è a dir poco raffazzonata, alcuni passaggi non sono per nulla chiari: passando oltre le patetiche didascalie iniziali, in un punto cruciale della trama non si capisce come il protagonista passi da una rivolta in carcere ad un sotterraneo in una casa di campagna circondato da poliziotti corrotti, e quando nella pagina dopo mostrano la sua ragazza con la gola tagliata, non si ha idea di come sia arrivata fin lì, come l’abbiano trovata e chi sia il tizio che l’ha appena uccisa. Certo, è tutto spiegato nel video di Pride In Predjudice, ma il fumetto non prova neanche a dirvi di guardarlo: passa da una pagina all’altra cambiando ambientazione, protagonisti, atmosfera.
C’è molta violenza, ma è una semplice “vulgar display of power”. Non serve a niente avere un killer cattivissimo che deve scuoiare un tizio, se non capisce nemmeno per quale motivo lo sta ammazzando.

Non si capisce niente. I disegni sono giusto “accettabili”. Ci sono pochi Slayer.
C’è solo la copertina di Glenn Fabry, a salvare questo fumetto. E il logo degli Slayer in copertina. Insomma, è una cosa bella da comprare e appendere in camera. Ma non sfogliatelo, non leggetelo… fatevi un favore.

Noi andremo avanti con la lettura dei prossimi numeri, tanto ne mancano solo due.

Slayer, il fumetto di Repentless: la recensione del secondo numero

(Articolo pubblicato il 19 Aprile 2017)

Chiudevo la recensione del primo numero del fumetto Slayer-Repentless con queste parole: “C’è solo la copertina di Glenn Fabry, a salvare questo fumetto. E il logo degli Slayer in copertina. Insomma, è una cosa bella da comprare e appendere in camera”. E’ ancora il modo migliore per descrivere questo fumetto, ma ora il piacere raddoppia: se nella copertina del primo numero c’era un tizio sconosciuto, ora ci sono gli Slayer disegnati da Glenn Fabry. Comprate questo numero, strappate la copertina, buttate via il contenuto e appendetevi la copertina in camera. O sperate che ne tirino fuori un poster.

Il contenuto di questo secondo numero di Repentless è lo stesso mix che rendeva sostanzialmente inutile il primo: citazioni da scuola elementare (wow, la cittadina dove è nato il protagonista si chiama Repentless! Wow, in frasi normali viene citata South Of Heaven ed un tizio che uccide un sacco di gente, si annuncia come un Atrocity Vendor!), flashback che vorrebbero essere profondi ma che sono al limite del comprensibile (anche perchè richiedono, ancora una volta, che si conoscano bene i videoclip di Repentless, in questo caso il video di You Against You, che si svolge dal benzinaio che qui si vede in due tavole “piene di pathos”).
Però ci sono gli Slayer. Quello sì. Slayer in sella alle moto, Slayer che bevono tequila con Danny Trejo, Slayer che sparano ai nazisti! Un nazista spara al braccio di Kerry King… vuol dire che non potrà mai più suonare la chitarra? Beh, intanto quel tizio è morto, crivellato di proiettili da Kerry, quindi ci va bene così.

La trama e i dialoghi sono ancora dei pezzi di legno: il fratello ex-ariano va a Repentless per portare il cadavere di sua moglie alla famiglia (nota bene: il cadavere viene trasportato nel baule della macchina!), e dice al padre della ragazza che se vuole può ucciderlo, perchè lei non sarebbe mai morta se lui non l’avesse mai incontrata. Ma il padre gli dice che non è colpa sua. Poi il protagonista si addormenta sul divano (!!!), fa un incubo con la ex moglie, e intanto i nazisti gli ammazzano il resto della famiglia. Segue mega sparatoria sanguinosa in cui gli Slayer fanno la loro parte.

Le 24 pagine si chiudono con il fratello cattivo che sta arrivando in aereo perchè vuole distruggere l’intera cittadina di Repentless (population: 716 persone, dice il cartello), e promette che “i will see this place Raining Blood”.
Perchè alla fin fine è normale, per una vendetta fra fratelli, voler radere al suolo una città e farle piovere sangue, e avere a disposizione un esercito paramilitare. Tutta colpa di Trump!

Slayer, il fumetto di Repentless: recensione del terzo (e ultimo) numero

(Articolo pubblicato il 14 Giugno 2017)

Bene, in questo numero si assiste alla battaglia. Alla fine il cattivo muore. Non succede nient’altro. C’è un flashback che mostra quanto il cattivo fosse cattivo fin da piccolo, visto che diede fuoco al cane di famiglia.
Non viene spiegato altro (se non, nella battuta finale, che tutto questo è successo perchè “God Hates Us All”). Il tutto si legge in circa tre minuti, visto che metà delle pagine è composta da splash-page con scene di violenza, accompagnata dalla didascalia della canzone Repentless.
E gli Slayer? Nel secondo numero, avevano avuto qualche battuta ed un ruolo nella trama: qui sono solo dei comprimari che appaiono con le pistole in mano, e alla fine confortano il fratello buono. Forse avranno anche aiutato a scavare la fossa comune in cui vengono nascosti tutti i nazisti uccisi. Ma davvero, se fossero sostituiti da qualsiasi altro personaggio, non ci sarebbe stata nessuna differenza.

Quindi, se già il giudizio era negativo sull’opera, la conclusione è direttamente un disastro. Sono sicuro che non vi ritroverete a sfogliare gli albi della Dark Horse Comics fra qualche tempo, per riflettere su qualcosa o per rileggere i passaggi migliori. A meno che non riteniate che le ultime parole del fratello cattivo siano degne di alta letteratura citazionistica, visto che dice “Hell Awaits”.
Sconfortante.

Non so perchè gli Slayer si siano imbarcati in un’avventura simile; non so perchè Jon Schnepp, già autore di “Metalocalypse“, abbia creato una storia così superficiale e piena di citazioni elementari. Non so quanti soldi abbiano dato a Glenn Fabry per le copertine (di cui solo la seconda è veramente bella, le altre due sono trascurabili).
L’intera operazione è un insuccesso, a partire proprio dalla trama che decide di approfondire i personaggi visti in una serie di videoclip, fregandosene completamente dei titolari del fumetto, ovvero gli Slayer, ridotti a comparse macchiettistiche.

Slayer, Repentless Trilogy videoclip

Ecco i tre videoclip che saranno alla base del film “Repentless Killogy”: raccontano una storia che si completa nel fumetto, e probabilmente il film servirà da raccordo con queste scene.

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