Slayer, inizia il tour d’addio: la setlist

E’ partito il 10 Maggio da San Diego, in California, il tour d’addio degli Slayer. La band ha annunciato che dopo questo lungo tour, si ritirerà dalle scene – dopo una Primavera/Estate in America, la band arriverà in Europa, e anche in Italia il prossimo 20 Novembre, suonando al Forum di Assago.

Questa è la setlist suonata ai primi due concerti di questo “farewell tour”: un buon mix di Seasons In The Abyss, Reign In Blood, e qualche chicca che dal vivo non si ascoltava da tempo.
Conoscendo gli Slayer, per tutto il tour non cambierà un granchè, quindi possiamo iniziare a ripassare le rarità, per urlarle a squarciagola quando arriveranno dalle nostre parti…

01. Repentless
02. Blood Red
03. Disciple
04. Mandatory Suicide
05. Hate Worldwide
06. War Ensemble
07. Jihad
08. When The Stillness Comes
09. Postmortem
10. Black Magic
11. Payback
12. Seasons In The Abyss
13. Dittohead
14. Dead Skin Mask
15. Hell Awaits
—–
16. South Of Heaven
17. Raining Blood
18. Chemical Warfare
19. Angel Of Death

Slayer: i bagarini si fiondano sui biglietti del tour d’addio

(Articolo del 2 Febbraio 2018)
I prodigi dell’annunciare un tour di addio: gli Slayer da sempre hanno riempito senza problemi club di medie/grosse dimensioni, ma ora gli stessi club vanno soldout in un attimo e si fanno avanti i bagarini con prezzi 50 volte superiori a quello nominale.
Lo ha scoperto Metalsucks, che riferendosi al concerto di Dallas (che prevede “l’ultimo show a Dallas degli Slayer, più Anthrax, Testament, Lamb Of God e Behemoth) afferma che i 4,300 biglietti sono stati venduti in meno di mezz’ora, e che meno di mezz’ora dopo erano già in vendita sui siti di “secondary ticketing” (leggasi – bagarinaggio online legalizzato) a prezzi che arrivavano anche a 3,000 dollari.

Altre tappe del tour americano saranno in arene da 10-13,000 posti, ma a quanto pare niente è più certo: quando i bagarini iniziano ad interessarsi agli Slayer, vuol dire che non c’è più nulla di sacro.

Slayer, annunciato un tour d’addio. Forse è meglio così?

(Articolo del 22 Gennaio 2018)

Su questo nuovo sito che mi ospita, Altro Spettacolo, una delle filosofie di base è che non c’è bisogno di correre a scrivere un articolo per essere i primi a pubblicare, per essere i primi ad essere condivisi. Alcune volte, però, ti bolle un po’ di sangue nelle vene, e vuoi scrivere qualcosa a caldo, commentando un evento potenzialmente epocale. Tipo l’annuncio dello scioglimento degli Slayer, avvenuto con il video qui di seguito, nel quale si mostrano spezzoni della storia della thrash band, chiudendo poi il tutto con “La fine è vicina – gli Slayer scompariranno dopo un ultimo tour. Le date americane arriveranno presto”.

Come dicevamo, posso permettermi di rifletterci un po’, mentre tutti i siti già dal pomeriggio riportano la notizia o in maniera distaccata (traducendo uno scarno comunicato stampa) o stracciandosi le vesti, creando un distacco con i loro lettori che tendenzialmente dicono “era ora”.
Ho anche aspettato un po’ per vedere cosa avrebbero scritto i miei “guru contro” della musica metal, Metal Skunk e Sdangher – ma evidentemente sono più saggi di me, e la sera preferiscono fare altro. Oppure vogliono rifletterci ancora un po’. Prometto che linkerò i loro pensieri (con i quali mi troverò d’accordo come sempre?), appena disponibili.

Ma nel frattempo, quindi, eccomi qui, da solo, a saltare nella fossa dei leoni e dire ad alta voce una cosa che in tanti sembrano pensare, ma che non osano dire. Novello Fantozzi davanti alla proiezione della Corazzata Potemkin, devo dirlo, ormai: era ora – anzi, forse è anche una cosa un po’ tardiva.
Non è nemmeno la prima volta, che lo dicevo: in realtà sono già stato massacrato pubblicamente varie volte, perchè avevo dubitato della bontà degli Slayer in sede live, negli ultimi anni.
Nel 2016, dopo il concerto al Market Sound, scrivevo: “Solitamente “suonano come macchine” è inteso come un complimento alla perfezione stilistica. Ma in questo caso, denota come non ci sia passione, non ci sia rabbia… si spera ci sia la voglia di suonare, anche se lo si fa come macchine guidate dal pilota automatico. Comunque son macchine da guerra che funzionano, e la prossima volta saremo ancora lì a vederli”.
Nel 2017, dopo un concerto comunque migliore all’Alcatraz di Milano, notavo come “all’Alcatraz era stato calato il telo nero che “copre” un/terzo del club. Vuol dire che c’era un/terzo della gente in meno delle altre volte, per uno show in data unica italiana. […] Forse un po’ di gente si è un po’ rotta le palle degli Slayer. Per quanto voi possiate urlare al mondo “str0nzi non capite niente di metal!”, vi assicuro che c’è anche tanta gente a cui è successo (e, sì, anche tanti giornalisti che in pubblico non lo ammetteranno mai): in molti si sono un po’ stancati. Magari è per via della scomparsa di Hanneman, forse è per colpa del fattaccio con Dave Lombardo, o (ripeto ancora) suonare a volumi potentissimi ma con atteggiamento da scazzati, non invoglia l’ascoltatore a vederli per la decima volta. Sarà anche che negli ultimi tre tour, la scaletta è quasi sempre stata la stessa. Sarà che sono in Italia ogni anno. Chi lo sa.”

Sì, a parte questa data nel 2017, a livello personale forse l’ultima volta che gli Slayer mi hanno fatto seriamente emozionare è stato nel 2010, quando suonarono tutta Seasons In The Abyss. Nel 2011 erano parte del Big 4, suonarono decisamente carichi, ma i Metallica si mangiarono tutto. E poi c’era già Gary Holt alla chitarra. Un sostituto d’eccellenza, in attesa che tornasse Jeff Hanneman. Ma Jeff non tornò mai, ucciso il 2 maggio 2013 da una insufficienza epatica (e dalla fascite necrotizzante).
Il sostituto divenne membro fisso senza diritto di parola nei riff, cosa strana.
Poi, l’altra cosa strana: il licenziamento di Dave Lombardo, avvenuto a inizio 2013 “per motivi di soldi”, cose mai chiarite. Bello che ora sia tornato Paul Bostaph, ma Lombardo è Lombardo, e Bostaph era già stato in precedenza solamente il suo sostituto.

Rimangono Tom Araya e Kerry King.
Tom, con la sua idiosincrasia fra Dio che ci odia tutti, e la sua fede privata cattolica. Tom, che in tanti chiamano “Babbo Natale”, a causa della sua barba bianca. A me Babbo Natale non ha mai messo particolarmente paura, però. E se Tom ride (non si sa di cosa!) mentre canta di omicidi seriali e piogge di sangue, la magia del thrash cattivissimo si perde un po’. Io Tom Araya sorridente non lo posso sopportare da anni. Gli voglio bene, anche se non può più fare headbanging, però dagli Slayer non voglio risate, voglio cattiveria.

King un po’ di cattiveria ce l’ha. Però è mal-direzionata. Soprattutto se ormai scrive tutto lui negli Slayer, senza nessuno gli dia un controllo. E poi parla da businessman, spesso. Non lo voglio, il business negli Slayer. Preferisco dolci menzogne su piogge di sangue ai loro concerti. Preferisco pensare che le catene che porta alla vita siano di vero acciaio e pesanti 40 chili, e che quando se le toglie è capace di spiccare salti come Goku dopo l’allenamento del Genio Tartaruga.

Preferisco vederli un’ultima volta, pregando che abbiano voglia di salutare degnamente il mondo, e poi sapere che vivranno per sempre nei vecchi dischi, e che Tom possa sorridere in santa pace mentre va in chiesa con la famiglia.
A presto, Slayer. Faremo una War Ensemble un’ultima volta. E’ meglio così, per tutti.

(Che poi, ora gli Slayer suoneranno in America in Estate con Lamb Of God, Anthrax, Testament e Behemoth. Quindi se va bene, avremo davanti almeno un altro anno e mezzo di Slayer, c’è tempo per assimilare il lutto. Ed in ogni caso, gli Anthrax hanno invece appena annunciato che a breve registreranno un nuovo disco, i Megadeth festeggeranno beati il 35esimo anniversario della carriera, ed i Metallica stanno per tornare in Europa, Italia compresa, per una serie di show soldout. Il thrash dei vecchi tempi, quello che vive anche di ricordi, non è decisamente morto…)

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