Sons Of Apollo agli Arcimboldi di Milano: foto e commenti dal concerto, 24 Giugno 2018

E’ sempre facile fare ironia sui mille progetti messi in piedi da Mike Portnoy. Ma sinceramente, di tutti questi progetti, non è mai stato possibile dire che non fossero ottimi progetti. Il batterista sa attirare a sè i migliori musicisti per i suoi super-gruppi, e con i Sons Of Apollo si è superato ancora una volta: Billy Sheehan, Jeff Scott Soto, Derek Sherinian, Bumblefoot fanno tutti parte della band, e son tutti riusciti a risolvere i propri impegni, per partire con un lungo tour.
Dopo un 2017 di “riscaldamento” e con l’uscita del disco, la tappa di Milano al Teatro Degli Arcimboldi è il primo concerto “vero e proprio” (con la setlist completa) per questo tour europeo.
La scelta del teatro è vincente – Portnoy aveva suonato qui esattamente un anno fa con gli Shattered Fortress, e aveva capito che l’acustica è decisamente ottimale, per gli appassionati di scale pentatoniche e virtuosismi con qualsiasi strumento. Purtroppo il teatro è pieno a metà – sarà colpa del caldo, dei mondiali di calcio, dei mille concerti in contemporanea… ma chi non c’era, si è perso uno spettacolo decisamente interessante.
In apertura, i Darktribe si impegnano, meritano punti bonus per essere “francesi che parlano italiano”, ma in definitiva, sono solo stati un antipasto di cui molti si dimenticheranno.
La tensione è tutta per i Sons Of Apollo, che si presentano in maniera giustamente massiccia, con Bumblefoot subito a sfoggiare la chitarra a doppio manico, e Sheehan con un basso altrettanto doppio – per non essere da meno, anche Sherinian ha due tastiere, e spesso le suona entrambe contemporaneamente.
Soto è un animale da palco, e ovviamente in tantissimi sono qui per vedere principalmente Portnoy – ma c’è da dire che i musicisti si rubano la scena a vicenda, lasciando il palco sempre pieno e vivace.
Ascoltare Portnoy è un gran piacere, anche su questi brani nuovi (anche se, dato il suo potere nella band, riesce a infilare anche un paio di cover dei Dream Theater), e vederlo suonare con quella scioltezza, ci ricorda sempre che un certo gruppo prog-metal ci ha decisamente perso, nella separazione.
Il concerto fila liscio, la posizione seduta su comodissime poltrone aiuta nel godersi lo spettacolo visivo e sonoro (anche se, onestamente, tastiere e basso ogni tanto sembravano sparire, mentre voce e batteria erano sempre cristalline). C’è un unico intoppo, ad un certo punto: mentre Jeff Scott Soto si lancia in una sentita versione di “Save Me” dei Queen, dedicata al padre di Billy Sheehan scomparso di recente, e a tutte le persone che hanno perso qualcuno, nelle note finali, dopo i cori liberatori del pubblico, tutto il teatro è silente, in attesa dell’ultima nota. E suona un telefono.
Cazz0.

Sons Of Apollo e Darktribe: foto dagli Arcimboldi di Milano

Sons Of Apollo

Darktribe

Sons Of Apollo: la setlist dagli Arcimboldi di Milano

God of the Sun
Signs of the Time
Divine Addiction
Just Let Me Breathe (Dream Theater cover)
Labyrinth
Bass Solo (Billy Sheehan)
Lost in Oblivion
The Prophet’s Song / Save Me (Queen cover)
Alive
The Pink Panther Theme (Henry Mancini cover)
Opus Maximus
Figaro’s Whore
Keyboard Solo (Derek Sherinian)
Lines in the Sand (Dream Theater cover)
—-
Guitar Solo (Ron Bubblefoot)
And the Cradle Will Rock… (Van Halen cover)
Coming Home (followed by band introductions)

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