Metallica: Ron McGovney intervistato da Chris Jericho – aneddoti e curiosità

Chris Jericho è un super-campione di wrestling. E’ anche il cantante dei Fozzy. E’ uno scrittore best-seller. Un uomo che eccelle in tutto quel che fa, insomma – e fra le sue eccellenze, c’è anche il podcast “Talk Is Jericho”, che conduce da anni.
Le sue interviste (ovviamente in inglese) sono fantastiche – fra gli ospiti, oltre ai tanti lottatori di wrestling, ci sono spesso anche musicisti, perchè a quanto pare la musica è la sua passione principale, forse anche più grossa della lotta. Chris sa veramente tutto di tutti, e la sua posizione come “persona famosa e tendenzialmente ammirata anche da chi sta intervistando” lo pone sullo stesso piano delle persona con cui parla. Ecco perchè raccoglie confessioni, storie segrete e spesso esilaranti: non sono interviste normali, ma chiacchierate fra amici.
Ho deciso di “recensire” (o meglio, consigliare) le puntate legate alla musica – sia quelle nuove, che quelle più vecchie, perchè una buona storia non invecchia mai.
Le trovate qui di seguito, con anche l’audio inserito per un ascolto immediato, per allenare il vostro inglese.
L’ultimo episodio recensito sarà sempre in alto, poi verrà messo in ordine alfabetico in mezzo agli altri. Buon ascolto!

Metallica: Ron McGovney intervistato da Chris Jericho

Ron McGovney è stato il primo bassista dei Metallica. Non li ha “fondati” lui, anche se suonava con James Hetfield (suo compagno alle scuole medie e superiori) nel suo primo gruppo – i due andarono ad abitare insieme, ma Ron voleva fare il cantante e si separò da James, che decise di mettere su una band nuova. James reclutò Lars e fu contattato da Dave Mustaine, ma non trovando un bassista, presero Ron come “sostituto temporaneo”, che incise i primi demo, suonò i primi concerti, finchè non arrivò Cliff Burton.
Ron è un personaggio interessante da intervistare, perchè conosce bene i primissimi passi dei Metallica – era lì veramente fin dall’inizio, fin da quando Dave Mustaine telefonò a casa sua rispondendo ad un annuncio per un chitarrista, dicendo che possedeva degli amplificatori enormi e 17 chitarre…
Ron però non ha mai parlato tantissimo – fino ad oggi, in cui si fa una chiacchierata di un’ora con Chris Jericho. Per i fan dei Metallica, questo è oro puro, con particolari inediti sui primi giorni della band – anche qualche dettaglio che James stesso vorrebbe scordare.
L’ascolto è consigliatissimo (se capite bene l’inglese), qui di seguito ci sono solo alcuni punti interessanti, ma si parla anche tanto di alcool e droghe (tutte ad appannaggio di Mustaine!), e molto altro.

Cose che abbiamo imparato in questa puntata:

– La prima band di Ron e James Hetfield si chiamava Leather Charm, e facevano cover glam-rock, con un look adeguato. Nelle primissime foto dei Metallica, James era ancora vestito così, con magliette leopardate e accessori glam, e Ron dice che James oggi non vuole assolutamente guardare quelle foto, perchè se ne vergogna, e sono bandite dai ricordi dei Metallica!

– Il secondo concerto dei Metallica, è stato come opener dei Saxon al Whisky A Go-Go. Semplicemente, Ron ha portato un demo al locale, ed ha trovato fuori dal Whisky Tommy Lee e Nikki Sixx dei Motley Crue, che hanno messo il demo in mano alla tizia che si occupava della programmazione.
Ron, qualche anno prima, era stato il “fotografo ufficiale” dei Motley Crue prima che diventassero una band enorme, quindi conosceva bene Tommy e Nikki.

– I Metallica hanno suonato con i RATT 5-6 volte. Hanno scoperto solo in seguito, che i RATT li ritenevano così scarsi, che li chiamavano ad aprire i concerti perchè così la gente sarebbe stata felice di sentire gli headliner.

– Ron ricorda quando i Metallica videro per la prima volta Cliff Burton: la Metal Blade li aveva invitati al concerto dei Trauma, che non era il genere di musica che i Metallica di solito apprezzavano. Appena Cliff però si lanciò in un assolo, Ron vide che James, Lars e Dave si fecero attenti, sgranarono gli occhi… comprese che il suo sostituto era stato trovato.

– Ron prende bene il fatto di essere stato sostituito nei Metallica: lui ci era entrato solo per fare un favore a James, ma non sognava di fare la rockstar, voleva fare il meccanico per motociclette. Voleva solo suonare in una band come i Leather Charm, fare casino alle feste, bere birra e incontrare ragazzi, senza pensare alla musica tutto il tempo.
In effetti, il suo ruolo nella composizione dei primi pezzi fu quasi irrilevante: Ron lavorava tutto il giorno, mentre gli altri stavano a casa a comporre. Lui arrivava a casa la sera, trovava il pezzo che gli dicevano di provare, e iniziava a impararlo. L’unica canzone che ha davvero composto è la primissima, “Hit The Lights”, che apparteneva ancora alla produzione dei Leather Charms.

– Uscito dai Metallica, Ron vendette tutta la sua attrezzatura e non pensò più alla musica. Anni dopo, un amico gli chiese se avrebbe voluto suonare nella sua cover band – dopo qualche tempo però la band iniziò a comporre brani propri, poi il cantante si innervosì perchè molte persone andavano da Ron per chiedergli dei Metallica… comprese che si stava ricominciando a cadere nel circolo del “suonare per diventare famosi”, e mollò tutto di nuovo.

– I rapporti con i Metallica sono sempre stati super-amichevoli, dopo la sua uscita: quando suonano vicino a lui lo chiamano sempre per offrirgli biglietti, lo invitarono alla Rock’n’Roll Hall Of Fame (dove incontrò i suoi idoli, come Jimmy Page – e Ron non era abituato a stare in mezzo alle rockstar!)

– Quando Ron fu chiamato per partecipare ai festeggiamenti dei 30 anni di carriera dei Metallica, James gli disse di esercitarsi sui brani sui quali aveva suonato, ovvero di esercitarsi (dopo 25 anni che non li suonava) ascoltando No Life ‘Til Leather. Il problema è che James non si era reso conto che, già nel passaggio da No Life a Kill’Em All, molte canzoni avevano subito molte variazioni, e che nel tempo i Metallica avevano iniziato a suonarle in maniera diversa, dal vivo. Ci si accorse del fraintendimento solo il giorno stesso dell’esibizione con Ron, quando provarono e Ron iniziò a suonare melodie di basso totalmente diverse e con tempi diversi. Alla fine, dei cinque brani previsti, suonarono con lui solo Hit The Lights e Whiplash, i due pezzi rimasti piuttosto simili negli anni.

AC/DC: Chris Slade intervistato da Chris Jericho

Chris Slade ha suonato la batteria negli AC/DC per 5 anni, dal 1989 al 1994 (ha fatto in tempo a registrare The Razor’s Edge, Live e il singolo Big Gun), e dal 2015 è tornato con la band (dopo 21 anni di sperazione), a causa dei problemi con la legge da parte di Phil Rudd.
Gli AC/DC non concedono praticamente mai interviste, ma Chris Jericho, con l’aiuto di Jack Slade (figlio di Chris, e stage-manager dei Fozzy di Jericho), ha ottenuto una lunga chiacchierata con il batterista.
E’ una piacevole intervista, distinta dall’accento inglese di Chris, che tratta dal suo rientro negli AC/DC in poi: l’annuncio, il dover suonare senza Malcolm Young, l’addio alle scene del bassista Cliff Williams (che gentilmente ha rimandato la pensione di 6 mesi, visto che parte del tour americano fu rimandato a causa del cambio di cantante), l’arrivo di Axl Rose nella band, ed il futuro – ci saranno un nuovo tour e disco con Axl? E chi dovrebbe sostituire Cliff, ora che tutti i parenti/musicisti della famiglia Young sono stati impiegati nella band?
Una puntata il cui ascolto è consigliato, per i mille aneddoti che un musicista in giro da oltre 40 anni ha accumulato (compresa la volta in cui Elvis gli chiese di suonare con lui, ma Chris fu costretto a rifiutare…)

Cose che abbiamo imparato in questa puntata:

Lars Ulrich, nel backstage del Coachella Festival, incontrò Chris Slade poco prima che salisse sul palco, e gli chiese come si preparasse per un concerto. Lars disse che i Metallica solitamente fanno un massaggio, poi parlano qualche minuto con il loro psicologo/life coach, e poi suonano insieme per mezz’ora per scaldarsi. Chris disse che a lui bastava infilarsi i pantaloni e salire sul palco, bevendosi un tè.

– Gli AC/DC non fanno soundcheck, pensano a tutto i roadies. Chris non ha mai fatto un soundcheck, nè nel suo primo giro con la band, nè ora.

– Fu Axl Rose a chiedere timidamente se gli AC/DC avrebbero potuto suonare Riff Raff durante i concerti con lui alla voce. La band accettò, ma dovette (re)imparare come suonarla.

– Non a tutti i fan degli AC/DC piacque l’idea di avere Axl alla voce – per protesta, circa 5.000 fan misero in vendita il loro biglietto per il primo concerto del nuovo tour. Ad acquistarli, ci fu una richiesta di oltre 10.000 persone…

Five Finger Death Punch: Jeremy e Jason intervistati da Chris Jericho

Esce questa settimana “And Justice For None”, nuovo disco dei Five Finger Death Punch, e Jericho tira fuori questa intervista registrata qualche mese fa (visto che del nuovo disco si parla solo in maniera tangenziale) con Jeremy Spencer e Jason Hook, rispettivamente batterista e chitarrista della band, e amici da oltre vent’anni.
Si cazzeggia molto fra amici, si parla del documentario Hired Gun sui musicisti turnisti (prodotto da Hook), si ricordano i giorni in tour in Europa subito dopo l’attacco terroristico al Bataclan nel 2015 (purtroppo non ricordano che il concerto di Milano fu uno dei pochi ad essere annullato), vengono discusse le canzoni preferite da suonare live, e tanto altro.

Cose che abbiamo imparato in questa puntata:

– Jeremy ha suonato solamente con un’altra band, come turnista: i WASP! Ma è durato poco: talmente poco, che si era comprato un kit di batteria degno, ma poi Blackie Lawless ha richiamato il vecchio batterista, e Jeremy ha dovuto restituire il tutto (ed il commesso si è incazzato perchè ha perso la percentuale sulla vendita)

– I Five Finger Death Punch, nel backstage prima di ogni concerto, si scaldano jammando sempre su qualche canzone dei Kiss (i Kiss sono stati il primo amore sia di Jason che di Jeremy).

Alice Cooper è stato il primo musicista famoso a voler apparire nel documentario Hired Gun, prodotto da Hook: una volta ottenuto il suo consenso (all’epoca il chitarrista militava proprio nella Alice Cooper Band), molti altri musicisti hanno aderito al progetto, come un fiume in piena, secondo il motto di Hollywood “Nessuno vuole essere la grande star in un piccolo film, ma tutti vogliono essere una star in un film grande”.

Ozzy e Sharon Osbourne detengono i diritti di praticamente tutti i filmati e i telegiornali legati all’incidente in cui Randy Rhoades perse la vita. Non vogliono che si ricordi che loro erano partner in quel momento, che il nome di Randy sia associato a quello di Ozzy in relazione all’incidente aereo.

– Quando Jason Hook suonava come turnista con Mandy Moore, il pubblico era tutto di teenager, ma erano le mamme a fare gli occhiolini e mostrare la lingua al chitarrista…

– Quando Jason, che è canadese, ha deciso di trasferirsi a Los Angeles, per passare il confine canada/USA senza avere problemi (in quanto metallaro pieno di percing e con i capelli lunghi, quindi sicuramente ospite sgradito senza permesso di soggiorno), ha fatto così: suo padre ha attraversato il confine in macchina portando tutti i suoi oggetti, e Jason ha attraversato il confine con la sua macchina, vuota. E’ stato fermato dalla polizia, ma non potevano sospettare che stesse attraversando il confine per trasferirsi in America…

– Una volta Rob Halford ha dato un consiglio a Jeremy Spencer: “Non lasciare mai la band con cui hai avuto successo. Io l’ho fatto, e sono finito a suonare in club minuscoli davanti a poca gente e guadagnando zero soldi. Cerca di risolvere le situazioni problematiche, e vai avanti.”

La veloce ascesa verso il successo dei FFDP secondo Jason è dovuto al fatto che Ivan Moody dava l’idea di essere veramente incazzato come nei testi delle canzoni; secondo Jeremy è dovuto al fatto che nel 2007 nessuno suonava come loro, quindi tutte le radio e gli ascoltatori venivano colpiti dal sound fresco e particolare.

Vinnie Paul Abbott: Chris Jericho, Charlie Benante e Chris Adler celebrano la sua vita

Poche ore dopo il funerale di Vinnie Paul, tre suoi cari amici si sono ritrovati per celebrare affettuosamente la sua vita: Y2J, conduttore del radio show, Charlie Benante e Chris Jericho.
Jericho ha conosciuto di persona Vinnie Paul solo nel 2010, gli Anthrax andarono in tour con i Pantera, mentre invece i Lamb Of God con gli Hellyeah. Ognuno ha legato in maniera particolare con Vinnie Paul Abbott, ed in questa chiacchierata di oltre un’ora, raccontano i loro ricordi.

Alcuni aneddoti su Vinnie Paul che abbiamo imparato dai suoi amici in questa puntata:

– Vinnie si è sempre opposto alla reunion dei Pantera perchè, semplicemente, “se non c’è Dimebag, non c’è niente da riunire”. Dichiarava che i soldi non erano un problema, perchè se fosse stato disperato al punto da dover fare una reunion per soldi, avrebbe preferito “mettersi in ginocchio in un vicolo a sp0mpinare sconosciuti”.

(Una cosa alla quale non avevo mai fatto caso) Vinnie (e anche Dimebag) in ogni singola foto con qualcuno, puntava sempre il dito verso la macchina fotografica. Anche se aveva un braccio attorno alla persona, e nell’altra mano reggeva un bicchiere, la mano col il bicchiere aveva sempre un dito alzato verso la macchina fotografica. Questo perchè da piccolo lui e Dimebag videro che Elvis Presley puntava sempre verso la macchina fotografica, e lo trovarono subito una cosa fantastica, e iniziarono a farlo in qualsiasi foto, fin da bambini.

– Vinnie ospitava tantissime feste a casa sua, e quando la gente iniziava ad andarsene, alle luci dell’alba, lui invitava tutti a restare e continuare a festeggiare… iniziando a cucinare per chi rimaneva! Le sue grigliate erano epiche.

– Vinnie trovava Brüno, il film di Sacha Baron Cohen, uno dei film più divertenti del mondo, e lo metteva su sempre a tutto volume mentre cucinava alla fine delle sue feste.

– Chris Jericho una volta era ad una festa a casa di Vinnie, e ad un certo punto sentì il bisogno di riposarsi. Il padrone di casa gli disse di andare nella “suite accanto alla piscina”: Chris si trovò in un capanno degli attrezzi, dove stava la pompa idraulica della piscina, piena di odore di cloro… ed un materasso sul pavimento. Quella era la suite, senza nemmeno una finestra.

– I due batteristi elogiano non tanto la tecnica di Vinnie Paul (anche se Benante apprezza molto il lavoro con i pedali), ma la capacità di trovare il groove per far muovere tutti, andando oltre l’headbanging, ed il fatto che non si sentiva mai in competizione con nessuno. Vinnie non voleva essere il più veloce o il più tecnico, ma quello che faceva divertire più gente.
Inoltre, Vinnie era il tecnico del suono dei dischi dei Pantera – un ruolo enorme, che ha forgiato il sound della band in studio, ma che spesso non gli viene riconosciuto.

– Supportava tutte le band che passavano in città. Se aveva la sera libera, andava ad un concerto, di qualsiasi gruppo. Le band di suoi amici (come i Fozzy di Jericho, ad esempio), ricevevano però richieste assurde, quando Vinnie andava a trovarli: 15 accrediti per lui e amici, un po’ di magliette gratis, a volte un barista solo per sè.
In cambio, però, quando i suoi amici andavano nei locali gestiti da lui, erano sempre trattati ugualmente da re, con bottiglie omaggio, spogliarelli offerti, e così via…

– Vinnie amava il karaoke, e una volta costrinse Jericho ad un duetto pubblico su “Blind in Texas” dei WASP.

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