Tarja e Stratovarius: foto-report dalla Nordic Symphony di Milano, 17 Ottobre 2018

Per gli amanti del symphonic metal finlandese, il Nordic Symphony tour dovrebbe essere una tappa imperdibile, visto che (oltre agli opener Serpentyne), si ha un set da co-headliner di due pesi massimi quali Tarja Turunen e Stratovarius.
“Dovrebbe”, dicevamo, visto che contro le previsioni, ad accoglierci all’Alcatraz è il Palco B, quello più piccolo, e la platea è affollata ma non strapiena. La cosa è strana, visto che gli Stratovarius hanno calcato questo stesso palco esattamente un anno fa (suonando tutto Visions), ed il locale era pienissimo – vedendo poi che durante l’esibizione di Tarja sembra ci sia più spazio rispetto al concerto degli Stratovarius, viene il sospetto che (nonostante i gruppi abbiano suonato per la stessa quantità di tempo) se come headliner in Italia ci fosse stato il gruppo di Kotipelto, l’affluenza sarebbe stata più consistente.

Chiariti questi dettagli, c’è anche da dire che le prestazioni delle due band sono state “ok”, senza toccare picchi da concerti indimenticabili.
Gli Stratovarius hanno suonato una bella scaletta, che ha toccato quasi tutta la discografia con un brano ad album e dedicandone tre a Visions, per la gioia del pubblico, e presentando solo un pezzo dal nuovo disco (Enigma: Intermission II). La band è in forma, e Kotipelto stasera era in modalità “venditore in tv”, annunciando che ogni brano è un pezzo speciale solo per noi, andando a pescare memorie di un concerto a Milano del 1997 (ma dimenticandosi, assurdamente, dello show di solo un anno fa, visto che in due momenti ha detto che “l’ultima volta che abbiamo suonato a Milano è stato 3 anni fa”), e facendoci sentire amati dalla band. E’ la performance in generale, ad essere “un altro buon concerto degli Strato”, mirata ad appagare gli appassionati ma senza quella grinta che farebbe dire ad un ascoltatore casuale “Wow, questi hanno le palle quadre, voglio ascoltarli per sempre nella vita”. Per un fan, però, lo si può archiviare come un buon concerto, e con Timo che ha saputo come dosare le sue corde vocali (lasciando la maggior parte dei cori ad un pubblico ben felice di cantare).

A Tarja Turunen la voce non manca: i suoi problemi derivano da una scaletta che solo a sprazzi mette in risalto proprio le sue capacità canore. Probabilmente è brutto dirlo, ma tutta la sua (ormai decennale) carriera post-Nightwish ha prodotto solo una manciata di brani “iconici”, qualcosa da godersi cantando con trasporto insieme a lei. Si rimane quindi un po’ freddamente estasiati durante una parte del concerto, mentre è chiaro che durante I Walk Alone o Until My Last Breath ci si può lasciar andare. Il concerto paga anche un po’ il pegno di una band un po’ anonima, ora che anche Mike Terrana non siede più alla batteria, e la presenza di un contrabbasso è solo un vezzo, visto che nel mix dei suoni non lo si sente mai – ma in ogni caso, tutti gli occhi sarebbero comunque stati solo per la frontwoman.
Tarja, maestosa a cantare e fare headbanging con i tacchi altissimi, capace di sfoggiare due corsetti mozzafiato, e degna di indossare una elegante corona nera per Calling From The Wild. La regina rimane sempre lei.

Tarja e Stratovarius: foto dal concerto all’Alcatraz di Milano

Stratovarius

Tarja Turunen

Tarja e Stratovarius: le scalette del concerto all’Alcatraz di Milano

Stratovarius – setlist

Eagleheart
Forever Free
Oblivion
Shine in the Dark
Paradise
4000 Rainy Nights
Black Diamond
Destiny
Forever
Unbreakable
Hunting High and Low

Tarja Turunen- setlist

Demons in You
500 Letters
Falling Awake
Undertaker
Deliverance
Calling from the Wild
Diva
Love to Hate
Innocence
I Walk Alone
Victim of Ritual
Until My Last Breath

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*