The Resident su Rai 1 il medical drama che prova ad uscire dai canoni del genere

The Resident su FoxLife

The Resident è un nuovo medical drama, un genere abusato e a forte rischio usura nel mondo televisivo americano, un genere capace di unire momenti più leggeri ad altri romantici, commozione e adrenalina tra emergenze e le sensazioni di chi vive i casi medici in prima persona.

La serie tv, in Italia in chiaro su Rai 1 da giugno 2019 e in prima tv su FoxLife da marzo 2018, tenta però una strada diversa che si delinea solamente nel corso delle puntate successive alla prima, frutto di alcune modifiche effettuate dalla produzione dopo l’ordine ufficiale a serie tv della Fox. La componente romantica tra due dei protagonisti, interpretati da due volti noti come Emily VanCamp e Matt Czuchry, è meno importante rispetto a quanto si possa pensare inizialmente. La tensione sessuale tra i due è ovviamente presente, così come non mancano i riferimenti agli elementi personali della vita dei vari personaggi. Ma la serie tv prova ad offrire uno spaccato della moderna sanità americana, un aspetto che in altre serie di questo tipo è presente ma non così evidente.

Attraverso The Resident lo spettatore entra in modo prepotente nelle dinamiche ospedaliere tra livelli gerarchici, pubblicità, marketing, investimenti, assicurazioni. Pur senza dimenticare che ci troviamo davanti ad una serie tv destinata ad un pubblico generalista e che non può essere fino in fondo cruda e cinica, The Resident mostra dei personaggi pronti a tutto da un lato per il bilancio dell’ospedale e dall’altro per la vita dei pazienti. Lo scontro è tra l’animo razionale e imprenditoriale del CEO, dei vertici della struttura e la componente più emozionale, più istintiva incarnata dal dottor Conrad Hawkins (Czuchry) e dall’infermiera Nic (VanCamp), che vorrebbero salvare tutti e trovano sempre una soluzione per curare il paziente rientrando nel budget dell’ospedale. Nel corso delle puntate sarà inserita anche una componente thriller, legata ad una misteriosa sperimentazione su pazienti malati di cancro, che regala alla serie una sfumatura ulteriore.

Il sistema sanitario americano è molto più complesso rispetto al nostro. Provando a darne un quadro generale, ovviamente sintetico e non dettagliato, si può partire dal fatto che gli ospedali, come il Chastain Park Memorial di Atlanta al centro di The Resident, sono delle vere e proprie aziende con la presenza di figure tecniche che si occupano di pubblicità, budget, investimenti, eventi oltre alla componente medica. Il sistema è costruito intorno a delle assicurazioni che possono più o meno coprire determinati interventi e cure per i pazienti. Ogni analisi, ogni operazione ha un costo che viene fatturato all’assicurazione, in caso rientri nella copertura prevista, o direttamente al paziente privo di assicurazioni, perchè disoccupato o perchè non prevista dal proprio datore di lavoro.

The Resident, la trama

L’ossatura di The Resident è costruita intorno a tre livelli di medici: l'”intern” Devon ( Manish Dayal), il tirocinante al suo primo giorno, ancora idealista e legato ad una visione tradizionale della medicina; il “resident” Conrad Hawkins (Czuchry), il dottore che guiderà il giovane Devon nei meandri dell’ospedale e della medicina moderna, mostrandogli tutto il brutto ma anche il bello della loro professione; il primario di chirurgia, Randall Bell (Bruce Greenwood) la star dell’ospedale, il suo volto e simbolo che non riesce ad arrendersi ai segni dell’età e di una malattia che lo porta a compiere errori in sala coperti da tirocinanti, specializzandi e infermiere impauriti dal suo potere.

Ciascuno episodio è quindi costruito intorno alle diverse reazioni ai vari casi da affrontare dei protagonisti, mentre vengono portate avanti anche le storie personali di ciascuno di loro.

The Resident, perchè guardarlo?

Punto di forza: il cast e l’alchimia tra i due protagonisti, la prospettiva sulla sanità americane e i suoi (tanti) difetti

Punto di debolezza: la struttura è quella del procedurale medical dall’animo buonista

The Resident non è sicuramente una serie tv da scartare a priori. Il pilot non è perfetto e risente delle diverse modifiche fatte in corso d’opera e della necessità di mostrare le varie componenti in gioco e i diversi personaggi. Il primo episodio risulta così poco fluido, non del tutto amalgamato e coerente nei suoi 40 minuti. La serie però si sviluppa nel corso delle puntate successive, trovando una sua strada e caratteristiche ben precise, finendo per riuscire a catturare lo spettatore, portandolo fuori dai soliti canoni del genere, con uno sguardo più cinico sul mondo della medicina. Ovviamente se non sopportate gli ospedali non è la serie adatta a voi.

 

The Resident, come e dove vederlo in Italia

La prima stagione di The Resident arriva su Rai 1 da martedì 25 giugno in prima serata con tre episodi a settimana per un totale di 14 episodi. La seconda stagione, composta da 23 episodi, si è recentemente conclusa su FoxLife dove in autunno è prevista la terza stagione che debutterà a settembre negli USA su Fox.

The Resident il cast

Creatori: Amy Holden Jones, Hayley Schore, Roshan Sethi
Produzione: 20th Century Fox Tv
Ambientazione: Atlanta, Georgia
Produttori Esecutivi: Amy Holden Jones, Antoine Fuqua, Phillip Noyce
Produzione: 3Arts Entertainment, 20th Century Fox
Cast: Matt Czuchry, Emily VanCamp, Manish Dayal, Moran Atias, Merrin Dungey, Melina Kanakaredes

The Resident le reazioni estere

Uno degli sguardi più negativi sulla medicina moderna (ovviamente al di fuori di una normale visita ospedaliera) […] lo show contiene una delle discussioni più chiare e franche su come la ricerca del profitto peggiori la cura del paziente. Ma la serie avrebbe bisogno di un gruppo più solido su cui poggiare.
Variety

Non è semplice dare nuova linfa al genere medical e The Resident non lo fa. Al tempo stesso non è facile mettere insieme un buon cast per un procedurale e The Resident ci riesce.
THR

I suoi dottori non sono supereroi, ma nemmeno tanto brave persone. Armato di uno sguardo cinico, The Resident […] porta ad un genere spesso troppo smielato, una ventata di oscurità.
TvLine

The Resident non è un nuovo dottor House ma non è nemmeno ER, è qualcosa di unico. Meritevole aggiunta al palinsesto con una scrittura asciutta, una direzione chiara e attori che sembrano davvero contenti di andare al lavoro la mattina.
Forbes

Gli errori dei dottori sono la terza causa di morte negli Stati Uniti dice Nic (Emily VanCamp) che ricorda anche come gli oncologi guadagnano sulle medicine che prescrivono. In un altro episodio uno dei vertici dell’ospedale, descrive il cancro come la loro prima fonte di guadagno. […]Ho fatturato 35 milioni di dollari negli ultimi 14 mesi dice Bell in un episodio. […] The Resident sono come due show in uno. Un ritratto oscuro e affascinante degli ospedali moderni e un drama più tradizionale su dottori fighi.
ew

The Resident curiosità

Dopo il pilot realizzato lo scorso maggio e che portò all’ordine della serie tv da parte della Fox, sono stati fatti diversi cambiamenti all’interno della serie tv. La produzione ha deciso di inserire una componente più thriller all’interno di The Resident che inizia a delinearsi nelle puntate successive alla prima, con l’introduzione del personaggio della dottoressa Lane Hunter interpretata da Melina Kanakaredes.

La dott.ssa Hunter è un’oncologa che gestisce una clinica privata dove svolge una terapia sperimentale in totale segretezza, che suscita l’interesse e la curiosità dell’infermiera interpretata da Emily VanCamp.

Inoltre nel primo pilot realizzato il ruolo del CEO dell’ospedale era interpretato da Valerie Cruz. Successivamente per il ruolo venne scelta Moran Atias che però a sua volta venne dirottata ad interpretare il ruolo della responsabile del marketing e delle relazioni esterne dell’ospedale. Il ruolo del CEO è stato quindi affidato a Merrin Dungey.

 

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Costantemente perso nel Sottosopra, su un'isola, in un universo parallelo in attesa di ricevere l'invito a corte, finendo però in una famiglia moderna. Anni '50, '60, oggi, nel futuro, nel medioevo, nello spazio o in un mondo fantastico. Follia? Probabile, un destino ineluttabile per star dietro a oltre 500 serie tv!

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