Youtube Italia è stato sconfitto da Gino

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L’idea originale di questo pezzo era di capire come mai Youtube Italia sia diventato così arido e senza contenuti (che già prima latitavano parecchio) dopo l’arrivo della terribile “ADpocalypse“, ovvero la contromisura che la piattaforma di video sharing più famosa del mondo ha introdotto per andare incontro alle ottemperanze degli investitori. Ma poi lo Youtuber italiano Blur se n’è uscito con la storia di “Gino” e, incuriosito da quanto accaduto sui vari social network, ho capito che potevo dire le stesse cose senza tirare in mezzo l’ADPocalypse. Di cui, ve lo prometto, parlerò sicuramente in una seconda occasione.

Ma il succo del discorso è sostanzialmente uno: Youtube Italia deve cambiare protagonisti. E alla svelta.

Youtube Italia oggi: una scatola enorme con pochi contenuti

Fissiamo una linea temporale partendo da quando sto scrivendo questo pezzo.

Sono le 20:20 di sabato 6 gennaio 2018 e, deluso per non aver ricevuto dalla Befana nemmeno l’ombra di una calzetta, apro Youtube per vedere cosa c’è in tendenza. Così, per passare il tempo.

Al primo posto c’è il “draw my life” di Fumagalli, alias Amedeo Preziosi. Che, in neanche due giorni, ha racimolato qualcosa come più di un milione di visualizzazioni. Non male, per l’ennesimo video “draw my life” pubblicato sulla piattaforma. [Per chi se lo stesse chiedendo: il “draw my life” è una specie di cavolata virale dove lo youtuber deve raccontare la sua vita disegnando. Si, lo so, non dite niente…]

Al secondo posto, con poco più di trecentomila visualizzazioni, trovo “L’Isola” di Emma, ultimo brano pubblicato dalla cantante fiorentina. Non me ne voglia Emma, ma sono metallaro e quindi passo volentieri. Ciao Emma, ti voglio bene.

Al terzo posto trovo il toccante video-testamento di Marina Ripa di Meana, donna bellissima e coraggiosissima che ha voluto lasciare al mondo una testimonianza molto importante. Avendo già visto spezzoni del video ed essendone stato profondamente turbato (sono molto sensibile su certe cose), evito di aprirlo e vado avanti. Ma con un pensiero rivolto a questo piccolo ma importantissimo pezzo della società italiana del novecento che ci ha lasciato.

Dalla quarta posizione in poi ho provato quello che ormai chiamo “L’effetto disgusto di Youtube“. Ovvero un loop infinito di canzoni pop, video di giocattoli mollicci aperti ed esaminati (manco fosse n’autopsia), gameplay con fidanzate, gameplay senza fidanzate, spacchettamenti di Fifa 2018 e contenuti che avrò già visto rifare almeno una cinquantina di volte. Ed in mezzo a questo marasma infinito, trovo lui: Mr. Flame.

Il video l’avevo già visto, e consiglio anche a voi di vederlo. Ed è stato proprio grazie a Mr. Flame, questo simpatico Youtuber amante del Wrestling, che ho scoperto “Gino“.

Gino ha ucciso il divismo di Youtube Italia

Qualche giorno fa, lo Youtuber conosciuto come Blur ha lanciato ai suoi follower una sfida virale molto giocosa. La sfida consisteva nell’andare sui video Youtube, su Instagram e su qualsiasi altro social di chiunque e di commentare in massa con la parola “Gino“. Tutto qui. Niente di trascendentale. Un giochino per passare il tempo, insomma.

Tra chi si è divertito a ripubblicare “Gino” in giro (tra cui anche Fedez e Chiara Ferragni, per dirne due) e chi ha denigrato la cosa bollandola come una bambinata, questo vero e proprio esperimento sociale di Blur ha fatto impazzire i social network per almeno tre giorni. Mr. Flame lo chiama giustamente “trend”, ed è proprio questo che è stato “Gino”: un piccolo ma importantissimo trend. Un trend che ha suscitato diverse reazioni molto curiose che, in maniera assolutamente perfetta, Mr. Flame è riuscito a raccogliere (e commentare) nel video di cui sopra.

Reazioni molto particolari da personaggi che, chi più e chi meno, facevano (e fanno) parte de “L’effetto disgusto di Youtube” che vi ho citato sopra. Tantissime sono state infatti le brutte parole rivolte da queste persone a Blur che, inconsapevolmente, si è attirato le ire di Youtuber considerati tra i più influenti in Italia. Ed anche qualche rapper, a quanto ho appreso, non ha molto apprezzato il buon “Gino”. Addirittura LaRepubblica ha parlato (male) di “Gino”, dimostrando ancora una volta che i giornalisti delle generaliste non sanno praticamente nulla di quello che vanno a scrivere. Con l’unico scopo di farsi deridere da chi, quel “Gino”, l’aveva capito sin da subito.

Ma qui viene il colpo di scena (che poi colpo di scena non è): Blur pubblica un video dove spiega cos’è esattamente “Gino”. E lo spiega con una semplicità e tranquillità tale che, qualsiasi persona dotata di cervello, capirebbe subito di cosa si trattava: un piccolo giochino/esperimento sociale. E Blur, un ragazzo conosciuto ai più perché bestemmia nei video di gameplay pubblicati solitamente sul suo canale, è riuscito a mettere a nudo l’ipocrisia strisciante che regna da tempo su Youtube Italia. Un’ipocrisia fatta di ragazzini ormai adulti che, annebbiati da una fama effimera sicuramente destinata a svanire, hanno dimenticato una cosa importantissima: Youtube è una piattaforma social nata per intrattenere e divertirsi. Non una cosa per fare soldi e basta.

Come ne esce Youtube Italia da Gino?

Dopo essere stato in tendenza per diversi giorni, il video-risposta di Blur relativo al trend “Gino” è quasi scomparso. La community di Youtube Italia sembra già essersi ripresa da questo piccolo “tornado sociale”, tant’è che tutti i protagonisti (in negativo) della cosa stanno continuando a postare i soliti video come se niente fosse. Sbagliando.

Dalla questione Gino, la community di Youtube Italia ne esce malissimo. Le “faide” tra Youtubers sono sempre state all’ordine del giorno, dirà chi ha più esperienza del mezzo. Ma non è vero. Stavolta è diverso. Le reazioni negative a “Gino” hanno dimostrato che il divismo degli Youtubers italiani è una delle cause della quasi totale mancanza di contenuti originali della piattaforma. Fossilizzati sulle loro opinioni ed incapaci di comprendere un trend assolutamente innocuo, gli Youtubers hanno sfruttato (male) i loro canali di comunicazione mettendo in ridicolo non solo loro stessi, ma la piattaforma stessa.

Chi vi scrive ha 34 anni (35 a luglio). Secondo voi, vedendo persone che si suppone abbiano un’età in cui si è in grado di essere quantomeno consapevoli di ciò che si sta dicendo, come ho reagito agli insulti rivolti dagli stessi a Blur? Ve lo dico subito: come un fratello maggiore che vede il piccolo “bullizzato” dai più grandi. Ma qui non parliamo di ragazzini, ma di persone già grandi e vaccinate. Persone che, tra le altre cose, hanno una responsabilità enorme tra le mani.

Ogni Youtuber famoso ha un suo seguito, e Blur l’ha dimostrato molto bene. Ora provate ad immergervi nella testa di un ragazzino di 11 anni che guarda il suo Youtuber preferito insultare un altro ragazzo. Ecco, ci siamo capiti.

Youtube Italia è morto? Forse no.

Oltre il sopracitato Mr. Flame, da un po’ di tempo Youtube Italia è sorvegliata da un sacco di ragazzi che si occupano di “smascherare” la falsità degli altri utenti, che usano il mezzo in maniera inappropriata solo per acchiappare qualche visualizzazione in più. L’idea è intelligente, e qualche frutto l’ha anche dato. Ma la mia speranza è un’altra.

Siccome sono appassionato anche di videogames (si, ce le ho proprio tutte), quello che ricerco più spesso su Youtube Italia sono informazioni sui giochi in uscita, recensioni di grandi classici ed altro ancora. Non gameplay o i soliti contenuti “copia-incolla” che fanno tutti, ma informazioni precise ed interessanti su questi prodotti. E qui arriva il bello: questi contenuti esistono e sono sempre esistiti!

Questo è uno dei video del canale di Yuza Games, un ragazzo che è diventato anche mio amico. Yuza si è inventato un formato chiamato “Il Gioca Povero“, dove analizza i videogiochi a basso costo che si possono trovare in commercio. Una cosa semplice e geniale, che fa risparmiare tempo (e denaro) a chi non ha voglia di lanciarsi in acquisti alla cieca.

Ma come Yuza, ci sono altri Youtubers italiani che seguo con passione. Uno tra tutti è sicuramente il mitico Yotobi, vera e propria “colonna” della piattaforma. Un ragazzo che si è praticamente “fatto da solo” e che sta proponendo diversi formati, tra cui una bellissima parodia ai vari “Late Show” americani, ma con cadenza mensile. Una cosa rarissima, per uno youtuber italiano, che invece tende ad inondare il suo canale con video a giornalieri spesso privi di contenuti degni di nota. Un’idea controcorrente che, in termini di visualizzazioni e riscontro con il pubblico, è risultata vincente.

Un altro Youtuber che apprezzo moltissimo è Shy, titolare del canale Breaking Italy. Shy è un ragazzo che parla spesso di attualità e che, come potete vedere dal video che ho pubblicato, cerca di analizzare le notizie secondo il suo punto di vista. Un ragazzo arguto e molto intelligente che, per via della penalizzazione dei contenuti creata dalla terribile ADPocalypse (una cosa che potrebbe avere un seguito ancor più devastante, visto quello che ha combinato Logan Paul con il video nella foresta giapponese dei suicidi, che evito di linkarvi per decenza), ha perso molto in termini di presenza sulla piattaforma (e soldini).

Chiudo rivelandovi una cosa: in America, quasi tutti hanno un canale Youtube. Ed essendo questo social network il secondo sito più visitato al mondo, verrebbe da chiedersi perché non tentare di dare anche noi il nostro apporto alla piattaforma. Magari pubblicando contenuti diversi e cercando, per quanto possibile, di aggiungere varietà.

Provateci. Cambiate Youtube Italia anche voi. Non è impossibile. O almeno, non dovrebbe esserlo!

3 Commenti

  1. Concordo sulla buona qualità dei video di Breaking Italy e Yotobi, a volte li seguo anch’io.
    Ad ogni modo, va detto che tanti youtuber che fanno video decenti non sono così famosi come meriterebbero (tipo Antonio Cianci o Filippo Altroquando).

  2. Concordo su tutto, credo che la mancanza di contenuti in Italia dipenda molto dalla mancanza di interessi nella media italiana. Dalla musica ai video games passando dai libri fino ai comics, in Italia solo una minoranza ha interessi e li coltiva, questo abbassa notevolmente la curiositá verso cose nuove. Qui in Germania ad esempio, Youtube é molto piu vivace, trovi video su ogni tipo di argomento e youtubers con range di etá diversissimo! dai bambini agli anziani insomma. Non a caso il popolo tedesco di media é un appassionato, ha interessi e li coltiva e di riflesso sono persone aperte alle novitá e sempre curiose. In piu qui abbiamo la fortuna della lingua, parlata da 100 milioni di persone tra Germania, Austria e Svizzera, che offre un potenziale nettamente superiore.

  3. Articolo molto interessante ma sarò pessimista ma non credo possa cambiare l’approccio del ragazzo a youtube o cambiare cosa è youtube, ormai la youtube del selfmade non esiste più, esiste il soldo, anche i canali che citi originali certo ma per cosa credi li abbiano tirati su? Non c’è più l’amatoriale che fa i suoi video per divertimento, si fa per soldi, per la fama e se la basi sono queste capisci che c’è poco da fare… I video secondari piano piano spariscono ma semplicemente perchè non convengono, se ci stai solo per soldo chi te lo fa fare di impegnarti e creare buoni contenuti che verranno pure seguiti meno della merda che puoi realizzare in una mezzoretta?

    Un tempo credevo che i video di youtube ormai si erano globalmente assestati sulla mediocritá e quindi merda per merda anche un video schifoso veniva seguito in mancanza di alternative, da poco ho scoperto che i video buoni ci sono, nascosti e con pochissime views rispetto alla controparte ma ci sono, non hanno successo, meglio la merda….e quindi di che stiamo parlando, gli youtubers danno quello che la gente richiede, qualcosa per passare il tempo che sia contenuto di qualitá non è richiesto

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